22 Febbraio Feb 2017 0917 22 febbraio 2017

Come farsi licenziare con contratto a tempo determinato

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Con il nuovo D.Lgs. n. 81 del 15.6.2015 ed entrato in vigore il 25.6.2015 sono state introdotte nuove direttive per la risoluzione del contratto di lavoro a tempo determinato il quale, a differenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, non prevede il recesso anticipato volontario su richiesta del dipendente, se non per casi specifici.

Recesso ante tempus: cosa prevede il codice civile

Al momento della stipulazione del contratto sono previsti i termini stabiliti in via assoluta, ovvero indicando il giorno, il mese e l'anno, oppure al raggiungimento di un obbiettivo concordato dalle parti, in cui si estinguerà il rapporto lavorativo. Per quanto riguarda invece il licenziamento prima della data di scadenza voluto dal lavoratore dipendente, è previsto dal codice civile solo:

  • Periodo di prova: sia il dipendente che il datore di lavoro, entro la fine del periodo di prova previsto dal contratto potranno rescinderlo liberamente e senza vincoli.
  • Per giusta causa: nel caso si verifichino fatti gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro anche provvisoriamente.
  • Risoluzione in accordo tra le parti: qualora entrambe le parti decidano consensualmente di recedere dal rapporto di lavoro, prima della scadenza del contratto, stipulando una nuova dichiarazione nella quale vengano regolamentati i reciproci obblighi.

Assenza della giusta causa, cosa comporta

Dalla normativa vigente non è previsto dunque per il dipendente presentare la lettera di dimissione nel caso in cui sia stato assunto a tempo determinato.

In assenza di giusta causa o di un accordo tra le parti, il datore di lavoro può richiedere il risarcimento integrale per il danno subito.

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