4 Ottobre Ott 2017 0951 04 ottobre 2017

Contratto operaio agricolo

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Il lavoro nel settore agricolo ha da secoli una grande importanza per il nostro Paese, dal momento che in tantissimi, tra privati o imprese, si procurano da vivere lavorando un campo o comunque trovando un impiego nel settore primario. Per legge è lavoratore dipendente chiunque presta la propria opera manuale nel settore agricolo, coltivando fondi, allevando bestiame o svolgendo attività simili in favore di un’azienda o un privato, dietro corrispettivo.

Esistono però diversi tipi di contratto che disciplinano le mansioni svolte in questo settore, a seconda dei compiti da svolgere e della durata del servizio.

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Operai a tempo determinato e indeterminato

Gli operai a tempo determinato, noti anche come braccianti agricoli o giornalieri di campagna, vengono assunti per brevi lavori, in particolari periodi di semina e raccolta durante l’anno o per una stagione. Si tratta sempre di contratti di breve durata, a volte anche solo per qualche giornata, magari per sostituire operai che hanno comunque il posto fisso o per aumentare eccezionalmente la manodopera a disposizione. Gli operai a tempo indeterminato hanno invece uno stipendio fisso e contratti di lavoro senza scadenza.

I piccoli coltivatori diretti

Se il terreno coltivato non è troppo esteso o non è utilizzato in modo intensivo, il proprietario dell’appezzamento potrebbe aver bisogno di meno di 104 giornate di lavoro all’anno e richiedere in questo caso l’esclusione dalla categoria di coltivatori diretti, presentando l’apposita domanda all’INPS. L’ente si occuperà in seguito di svolgere gli accertamenti necessari ed erogare le integrazioni previste dalla legge. Il piccolo coltivatore diretto viene iscritto ad un elenco di lavoratori subordinati, che garantisce comunque la possibilità di usufruire di prestazioni occasionali.

I lavoratori assimilati

Fino a qualche tempo fa esistevano i compartecipanti individuali e familiari, per conoscenti o parenti che si prendevano l’onere di partecipare ai lavori nei campi, tuttavia queste due categorie sono ormai in disuso. Ci sono ancora invece i piccoli coloni, braccianti che non possono assicurare più di 119 giornate di lavoro in un anno e stipulano un rapporto di lavoro di natura associativa, seguendo le disposizioni date dal proprietario del terreno che li assume.

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