10 Febbraio Feb 2017 1002 10 febbraio 2017

Come chiedere affidamento in prova ai servizi sociali

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Disciplinato dall’art.47 della legge n.354 del 1975, “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà” , l’affidamento in prova ai servizi sociali, insieme alla detenzione domiciliare e alla semilibertà, può essere definito come una misura alternativa alla detenzione carceraria.

Nello specifico, consiste nell’affidare il condannato ad un servizio sociale fuori dalla struttura carceraria appunto, per lasso di tempo corrispondente alla pena detentiva da scontare o residua. Lo scopo è quello di una reintegrazione e rieducazione del reo, nonché la prevenzione del pericolo che il soggetto incorra in altri reati.

Quando e come farne richiesta

La richiesta può esser fatta da:

  • Chi è detenuto, dunque chi risulta essere soggetto ad una pena o ad un residuo di pena che non superi un lasso di tempo di tre anni di reclusione (si estende a sei anni per i detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcolismo).
  • Un soggetto condannato ma non detenuto che si trova dunque in uno stato di libertà. Ciò è quello che è accaduto ad esempio a Silvio Berlusconi, condannato a quattro anni per frode fiscale, per il quale superando i 70anni di età (tre dei quattro anni per altro coperti da indulto) la scelta per scontare la pena cadeva per l’appunto tra l’affidamento in prova ai servizi sociali o arresti domiciliari.
  • Occorre però che il soggetto richiedente abbia un domicilio e un lavoro (sarà sufficiente una dichiarazione di disponibilità da parte di un datore nell’assumere il condannato una volta scarcerato).

È al Tribunale di Sorveglianza sito nel luogo di esecuzione, che spetta l’eventuale concessione della suddetta misura alternativa. Ciò sulla base di un’inchiesta da parte del Centro dei Servizi Sociali al quale il condannato deve essere affidato. Se la richiesta viene accettata partirà l’ordinanza da parte del Tribunale di Sorveglianza ed il percorso di affidamento potrà prendere il via. Il condannato sottoscriverà il verbale dove dichiarerà di rispettare le varie prescrizioni come: divieto di frequentare determinati locali, divieto di avere determinati rapporti o di svolgere attività che potrebbero portare a commettere altri reati, obbligo di soggiornare solo in un determinato comune.

Obbligo della struttura che lo prende in carico sarà controllare l’adempimento di questi compiti, aiutando il detenuto a superare le varie difficoltà di adattamento riferendo periodicamente al magistrato di sorveglianza la condotta del soggetto in questione.

L’affidamento, in caso di comportamento del soggetto non fosse in linea con l’ordinanza, può essere revocato. Se invece il condannato adempirà in modo corretto a quanto deve, la pena risulterà estinta.

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