13 Febbraio Feb 2017 1451 13 febbraio 2017

Si possono produrre nuovi documenti in appello?

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Non è possibile produrre nuovi documenti in appello a meno che la parte non dimostri di non averle potute proporre nel giudizio di primo grado per una causa a lei non imputabile. È questa la situazione nell’ordinamento italiano, dopo che è stato modificato l’art. 345 cpc tramite l’art. 54 comma 1 lett. 0b) del D.L. 22/06/2012 n. 83, convertito, con modificazioni nella L. 07/08/2012 n. 134.

La situazione dell’ordine vigente

Il testo attuale dell’art. 345 infatti recita: «non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Può sempre deferirsi il giuramento decisorio». La parte soppressa dell’articolo invece sosteneva, come altro requisito per ammettere nuovi documenti, che il collegio potesse ritenere indispensabili detti documenti ai fini della decisione della causa, sempre che la giustificazione dell’ammissione fosse desumibile inequivocabilmente dalla motivazione della sentenza di appello.

Divieto anche per le domande nuove

È stato quindi sancito un principio che accoglie gli orientamenti più attuali della giurisprudenza. Da ricordare inoltre che nel giudizio d’appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d’ufficio. Possono tuttavia domandarsi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa.

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