3 Aprile Apr 2017 1306 03 aprile 2017

Vaccino trivalente cosa comprende

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Il vaccino trivalente è una delle vaccinazioni più conosciute da diversi anni ed è utilizzato per prevenire morbillo, parotite e rosolia. Generalmente è consigliabile somministrarlo da bambini, ma è possibile farlo anche in età già adulta. Il vaccino è composto da un solvente d’acqua per preparazioni iniettabili e da una polvere specifica chiamata Priorix: in questa polvere bianca liofilizzata sono contenuti i virus parzialmente attenuati e gli eccipienti per contrastarli.

Il programma di somministrazione

Il vaccino trivalente non è obbligatorio, ma il PSN (Piano Sanitario Nazionale) si è mosso per attivare un programma di vaccinazioni per coprire al 95% i vaccini entro i primi due anni d’età: la prima somministrazione dovrebbe avvenire tra i 12 e i 15 mesi, avendo premura di somministrare una seconda dose dopo circa tre mesi, visto che nei primi mesi di vita la risposta del bambino al vaccino potrebbe essere insufficiente e alterata dagli anticorpi materni ancora in circolo. La terza vaccinazione di richiamo, infine, è effettuata prima a 6 anni poi, eventualmente, tra gli 11 e i 12.

Vantaggi e rischi del vaccino trivalente

Il vaccino trivalente fa parte comunque dei vaccini fortemente consigliati, tanto che esistono diverse campagne speciali di sensibilizzazione, in quanto i benefici e i guadagni che seguono alla somministrazione sono notevoli: una minore, pressoché inesistente, possibilità di contrarre le infezioni e di incorrere in complicanze; la riduzione della circolazione dei virus all’interno della comunità e nei luoghi pubblici, tutelando anche le categorie che non hanno modo di vaccinarsi (donne incinta, neonati, persone immunocompresse); l’alleviamento dei sintomi qualora si contragga una delle malattie per cui ci si è vaccinati.

Come per ogni vaccinazione, il vaccino trivalente può portare alcuni effetti collaterali: ci possono essere degli arrossamenti o dei gonfiori legati alla somministrazione; si possono manifestare alcuni sintomi della malattia, ovviamente in forma molto blanda; possono avvenire particolari reazioni per l’interazione con predisposizioni allergiche; a volte capita anche di avere qualche linea di febbre per un paio di giorni, a distanza di una o due settimana dopo la somministrazione.

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