19 Ottobre Ott 2017 1000 19 ottobre 2017

Referendum 22 ottobre pro e contro

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Domenica 22 ottobre si voterà per il referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto. Ai cittadini delle due regioni sarà chiesto se desiderano una maggiore autonomia rispetto al governo centrale. In particolare i quesiti sono i seguenti:

  • per la Regione Lombardia; “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”
  • per la Regione Veneto; “Vuoi che alla regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”

I vantaggi di una Regione a Statuto Speciale

Per comprendere i pro e i contro del referendum bisogna chiarire cosa si intente per “autonomia”. Una Regione a Statuto Speciale è quella che gode di una particolare autonomia su determinate competenze trasferite dallo Stato centrale. Nel 2001 una legge costituzionale ha previsto la possibilità per le Regioni a Statuto Speciale di deliberare leggi statutarie, diverse da quelle di una normale legge regionale. La Regione a Statuto Speciale possiede dunque un’autonomia legislativa (ovvero potestà esclusiva, potestà legislativa concorrente in determinate aree, podestà integrativa e attuativa); un’autonomia amministrativa (con trasferimento di competenze amministrative da parte dello Stato) e un’autonomia finanziaria che prevede che la disciplina di coordinamento della finanza per le autonomie speciali venga individuata da decreti legislativi di attuazione, fonti speciali alla cui formazione partecipa una Commissione paritetica Stato-autonomia speciale.

I contro del referendum

Lo svantaggio di questa chiamata al voto sarebbe, secondo i detrattori, duplice. Innanzitutto va analizzata la formulazione del quesito referendario: nella domanda posta ai cittadini non è mai citata l’espressione “Regione a Statuto Speciale”. Non si capisce infatti, cosa otterranno le due Regioni una volta ottenuta l’”autonomia”. L’altro aspetto da considerare è che l’attuazione di tale condizione di autonomia prevede un lungo iter parlamentare. Ovvero non sarà affatto sufficiente che i cittadini abbiano votato in maggioranza “Sì” per far diventare Lombardia e Veneto Regioni autonome: bisognerà infatti attendere l’esito della trattativa tra le Regioni ed il Governo e in seguito attendere il parere del Parlamento.

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