22 Ottobre Ott 2017 1710 22 ottobre 2017

Chi era Sandro Pertini

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Sandro Pertini è nato a San Giovanni di Stella, vicino a Savona, nel 1896. Dopo un’adolescenza tranquilla si è laureato in giurisprudenza e ha iniziato la propria carriera politica, avvicinandosi alla figura di Filippo Turati e al Partito Socialista Italiano, a cui rimarrà fedele per tutta la vita, fino alla morte nel 1990. Avendo visto due guerre mondiali, la dittatura fascista e la nascita della democrazia repubblicana, Pertini è considerato uno dei protagonisti principali della storia politica italiana.

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Il pensiero politico

Sin da giovane Pertini ha aderito al socialismo per cercare di far convivere libertà e giustizia sociale. È rimasto fedele a questo suo ideale fino alla fine e, dopo aver combattuto in prima persona il fascismo, non si è fatto problemi a vivere esule in Francia per oltre vent’anni tra le due guerre mondiali, guadagnandosi il necessario per andare avanti con i lavori più umili. Durante la dominazione fascista ha ricevuto numerose condanne giudiziarie, alcune anche con la pena capitale, ma è sempre riuscito a salvarsi e a dirigere a distanza prima i movimenti antifascisti e poi la Resistenza.

Nel 1943 è tornato in Italia e ha assunto la guida del Partito Socialista e del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Nel 1945 ha favorito l’insurrezione nazionale che ha aperto la strada alla caduta definitiva del fascismo e da subito si è attivato per creare una nuova classe politica. Negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale ha tentato di mediare e ristabilire l’ordine tra i vari fronti e movimenti interni al Partito Socialista Italiano, rivendicando con autorità i valori fondativi del partito.

Nel 1968 è diventato il primo Presidente della Camera dei Deputati di sinistra e nel 1978, in un periodo nero caratterizzato da omicidi, attentati e altre nefandezze, è stato eletto Presidente della Repubblica. Tutto il mandato di Pertini è stato animato dal tentativo di creare un rapporto di fiducia e consolidare il legame tra la cittadinanza e il potere statale.

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