24 Settembre Set 2017 1447 24 settembre 2017

Blocchi mentali come superare

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A tutti è capitato di avere battute d’arresto in situazioni più o meno familiari. Che si tratti di sport, lavoro, scuola, vita affettiva, a volte si vuole ottenere un risultato, si sa cosa bisogna fare per raggiungere il traguardo, eppure non si riesce a muovere solo un dito, si rimane di fronte a un muro psicologico che sembra impossibile da superare e di fronte al quale le riserve motivazionali si esauriscono velocemente.

Cosa sono i blocchi mentali

Esistono due tipi di blocchi mentali. Nel primo caso si tratta di traumi psicologici, che portano il cervello a reprimere pensieri dolorosi legati a eventi traumatici. Nel secondo caso si parla di inibizioni, quando il cervello non riesce a sviluppare determinati pensieri e dunque si sabota da solo per allontanare la persona dai suoi obiettivi. Proprio su questo secondo tipo di blocchi si può intervenire senza ricorrere a cure terapeutiche.

I principali tipi di blocco

Il blocco mentale più famoso è il blocco dello scrittore, che colpisce anche gli scrittori più esperti e navigati. Esistono però anche il blocco del perfezionista, che per voler far tutto alla perfezione non finisce mai nulla, il blocco dello studente, di fronte a quell’esame per cui ci si sente negati, e il blocco del timido, che porta a performance goffe ogni volta che si deve interagire con la società o esternare un’emozione. Ci sono poi blocchi meno conosciuti, come il blocco dell’atleta, quando si tirano fuori performance imbarazzanti dopo mesi di preparazione, o il blocco del venditore, che non riesce a sciogliersi, pur vendendo un prodotto davvero eccezionale.

Le cause dei blocchi e i possibili rimedi

I blocchi mentali possono essere generalmente ricondotti al dolore, se una traccia del passato non ci consente di ripetere correttamente la stessa esperienza, all’inesperienza, se si arriva impreparati ad una prova, alla sfiducia, se non ci si reputa all’altezza della situazione.

A queste emozioni possono essere applicate alcune tecniche, per fare in modo che il cervello non si blocchi più. La tecnica dello sfizio parte da un’esperienza spiacevole e cerca di riviverla in maniera leggermente diversa, creando però dei ricordi positivi legati ad essa, in modo da contrastare la negatività che si era creata in precedenza.

In altri casi una soluzione può essere accettare il disagio, costringendosi a superare la situazione difficile vivendola, finché essa non viene più vista come tale; chi rifiuta di accettare il disagio preferisce convivere con esso, di fatto autolimitandosi.

Il free writing serve invece a far uscire da sé tutta la negatività trascrivendola su un pezzo di carta o su un file nel computer; è importante scrivere di getto senza pensare per almeno dieci minuti, poi quanto scritto può essere cestinato, per avere l’impressione di essersi sbarazzati del problema.

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