30 Gennaio Gen 2017 2104 30 gennaio 2017

Come migliorare il galleggiamento nel nuoto

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Si fa presto a dire “so nuotare”: gli stili del nuoto sono infatti questione di dettagli, di attenzione al proprio corpo e alla sua risposta in acqua. La differenza tra un dilettante e un nuotatore “serio” sta anche nella sua capacità di muoversi in corsia gestendo al meglio le energie e ottimizzando anche il galleggiamento.

Il principio di Archimede è l’alleato fondamentale di chi si dedica a stile libero, rana, dorso e delfino, ma è possibile effettuare alcuni esercizi anche per migliorare il proprio comportamento in acqua.

Allenatori e rotazioni

Il consiglio fondamentale è quello di farsi seguire da un istruttore FIN, perché solo una persona esperta è in grado di individuare al volo, anche nel nuotatore non principiante, quegli errori che magari ci si porta dietro da anni e che impediscono di raggiungere buoni risultati, soprattutto per quel che riguarda le cosiddette Long Axis Rotation e Short Axis Rotation, ovvero le rotazioni che il corpo esegue mentre si nuota.

Il galleggiamento nei quattro stili

In genere, quando si nuota a stile libero o a dorso è fondamentale avere una buona posizione di galleggiamento: il corpo deve essere disteso e la testa e il busto premuti verso il basso.

Per allenarsi bisogna concentrarsi soprattutto su queste due parti del corpo, e le gambe si allineeranno quasi in automatico.

Per rana e delfino è fondamentale rafforzare le gambe: largo dunque alla tavoletta e a un’analisi attenta della respirazione, più complessa qui che negli altri due stili viste le fasi di immersione.

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