11 Luglio Lug 2017 1059 11 luglio 2017

Enza Bruno Bossio parla al Centro Elis del fattore sicurezza nel mondo digitale

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Svoltosi presso il Centro Elis di Roma, l’ultimo incontro sulla sicurezza informatica ha coinvolto rappresentanti della politica come Enza Bruno Bossio, accademici di spicco, esperti e aziende israeliane che operano nel settore con grande successo. Organizzato da SELTA, società leader che lavora su tutto il territorio italiano, il workshop dal titolo “Gli effetti della digital transformation sugli scenari della cyber security” è stata la circostanza ideale per riflettere sulle dinamiche create dai cambiamenti digitali. L’amministratore delegato Gianluca Attura, in occasione del primo intervento, ha spiegato che buona parte dell’attenzione è riservata alle cosiddette infrastrutture critiche, elemento di assoluto rilievo in termini di vulnerabilità informatica del Paese. Dati alla mano, oggi sono miliardi gli utenti costantemente connessi alla rete e le previsioni di incremento sono così significative che i livelli di protezione, oltre ad aumentare, dovranno essere sempre più incisivi.

A giocare un ruolo fondamentale vi sono poi le cooperazioni con apparati governativi ed imprese. A questo proposito, l’eccellenza israeliana in materia ha permesso di creare sistemi di difesa infrastrutturale virtualmente inattaccabili. Non a caso il professore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Michele Colajanni, da anni impegnato sul versante cybersecurity, ha esaltato il profilo di Startup Nation di Israele evidenziandone le capacità in fatto di sicurezza informatica e indicandolo come vero e proprio modello da imitare poiché valido a livello globale. La delicata situazione in cui vive - quasi da sempre - lo Stato ebraico ha maturato un’esigenza così forte da sviluppare una certa sensibilità per l’argomento. Ecco perché, soprattutto negli ultimi anni, si è spinto a tal punto riuscire a confezionare prodotti all’avanguardia nella lotta al cyber crimine. I numeri sono chiari: 450 startup israeliane da sole ricevono il 20% degli investimenti globali.

Da un punto di vista istituzionale, tra gli interventi più incisivi, quello dell'onorevole Enza Bruno Bossio del PD ha sicuramente lasciato il segno. Con il suo discorso ha ribadito il ruolo cruciale della politica nell’assicurare la presenza di norme da applicare ad un settore che deve preservare cittadini, pubbliche amministrazioni ed imprese attraverso la riduzione dei fattori di rischio e la promozione della crescita economica. Naturalmente non è mancato il riferimento agli aspetti presenti in tal senso nel Piano Industria 4.0 visto che, a detta della stessa Enza Bruno Bossio, il settore della cyber security è uno degli indicatori ideali per misurare il livello di modernità ed efficienza di uno Stato.

Molto spesso però quando si parla di protezione durante la navigazione, uno degli argomenti trascurati è la debolezza umana. In effetti si tratta dell’elemento che sarebbe capace di vanificare persino gli investimenti più importanti. A sostenerlo uno dei più noti addetti ai lavori di SELTA, Corrado Giustozzi che ha individuato la componente emotiva come fattore da non sottovalutare. In chiusura il professore di informatica giuridica Paolo Galdieri - tra i massimi esponenti del Digital Crime - ha ricordato le sfide che il mondo giuridico affronta nel cercare di adattarsi ai rapidi cambiamenti grazie ad un impianto normativo capace di far fronte alle nuove sfide. La soluzione ottimale perciò risiede nell’aumento degli standard di sicurezza. Imponendo precisi obblighi e prevedendo sanzioni esemplari si potrà cominciare a parlare (realmente) di un’Italia sicura.

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