27 Aprile Apr 2017 1041 27 aprile 2017

Cosa succede se erutta il Vesuvio

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Il Vesuvio ha alle spalle una storia di eruzioni devastanti e distruttive. Il sito archeologico di Pompei è una testimonianza di cosa è capace il vulcano che dorme nei pressi di Napoli. Dal 1944 non ha più dato segni di vita, ma l’allarme lanciato da Flavio Dobran, vulcanologo della New York University, ha parlato della possibilità di un’eruzione con conseguenze a lungo termine.

Un’eruzione potente come la bomba atomica

I rilievi sull’attività del vulcano non lasciano spazio alle interpretazioni e gli studiosi americani non fanno previsioni rassicuranti. In Italia, l’Osservatorio Vesuviano ha confermato che i movimenti della camera magmatica lo rendono più pericoloso di quello che sembra. Se il Vesuvio eruttasse si tratterebbe di un’esplosione sub-pliniana (con un’energia inferiore a quella pliniana che distrusse Pompei nel 79 d.C.), potente come una bomba atomica, che creerebbe una colonna di fumo e lapilli tale da raggiungere la stratosfera e coprire una superficie di kilometri con la cenere. La temperatura dell’aria sarebbe così alta da carbonizzare una persona in pochi secondi e i tetti delle abitazioni verrebbero disintegrati dalla pioggia di detriti incandescenti. Le acque diventerebbero bollenti e si scatenerebbero inondazioni e tempeste elettriche. I dintorni verrebbero distrutti in 15 minuti lasciando dietro di sé un deserto.

Il piano di fuga

L’eruzione che non si sa quando avverrà, ma sono tutti d’accordo nell’affermare che avverrà, ha spinto le autorità a creare un piano di evacuazione da mettere in atto in 72 ore. Le circa 600 mila persone che abitano alle pendici del Vesuvio ai primi segnali di pericolo dovranno allontanarsi dalle abitazioni per essere accolte nei paesi più vicini con cui sono gemellati. Un piano che, secondo Dobran, andrebbe migliorato perché non fornisce informazioni precise su dove recarsi mostrando di sottovalutare il pericolo incombente.

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