26 Giugno Giu 2017 0901 26 giugno 2017

Come si aiuta un cane a partorire

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Quando la propria cagnolina rimane incinta una delle cose più comuni per il padrone è chiedersi come aiutarla al momento del parto. E’ però importante capire che il cane, come tutti gli altri animali, durante il parto agisce d’istinto e riesce a fare tutto da solo. Il padrone, infatti, non dovrebbe intervenire in nessun modo ma lasciare che la natura faccia il suo corso, al massimo potrebbe adottare dei piccoli accorgimenti per mettere la cagnolina più a proprio agio. Delle piccolissime eccezioni possono riguardare i parti delle primipare che, inesperte, potrebbero aver bisogno di un piccolo aiutino in alcune fasi. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, il padrone non deve far altro che monitorare la partoriente e controllare che tutto vada per il meglio, che non si vengano a creare delle situazioni pericolose per la vita dei cuccioli o della cagna stessa.

Cosa è importante fare durante il parto

Per prima cosa è fondamentale capire se la cagnolina è prossima al parto. Se il parto è vicino essa assumerà comportamenti insoliti, come inappetenza, vomito, nervosismo, aumento della frequenza respiratoria e tendenza a governare la cuccia ma, in particolar modo, andrà incontro ad un abbassamento della temperatura corporea. Circa 48 ore prima del parto questa potrà scendere fino ai 37°C. Misurare la temperatura rettale del cane è quindi l’unico modo valido per capire se è in procinto di dare alla luce i cuccioli.

Il parto vero e proprio comincia con la rottura delle acque. Da questo momento in poi è molto importante monitorare i tempi. L’espulsione dei cuccioli deve cominciare a circa un’ora dalla rottura delle acque e il tempo che intercorre tra la nascita di un cucciolo e l’altro non deve superare le 4 ore. Se una di queste due condizioni non fosse soddisfatta è importante chiamare subito il veterinario.

Durante la nascita dei cuccioli è fondamentale che, insieme alla testa, escano anche le due zampe anteriori. Se ciò non avvenisse sarà necessario intervenire girando il cucciolo in fase di espulsione, senza però mai tirarlo. Anche in questo caso, se dovessero esserci ulteriori difficoltà la cosa migliore da fare è contattare il veterinario.

Ciascun cucciolo nasce avvolto nel sacco amniotico. Quest’ultimo, insieme al cordone ombelicale, viene rotto e mangiato dalla madre stessa, al fine di liberare e far respirare il nuovo nato. Alcune volte, però, questo non avviene, soprattutto se si tratta di primipare. Anche in questo caso sarà fondamentale intervenire. Bisognerà rompere il sacco amniotico, annodare e tagliare il cordone ombelicale e pulire bene bocca e naso del cucciolo per permettergli di respirare.

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