1 Febbraio Feb 2017 1249 01 febbraio 2017

Perché si chiama Odissea

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L'Odissea è uno dei due poemi epici greci del poeta Omero. Racconta le avventure dell'eroe Odisseo (o Ulisse, utilizzando il nome latino), dopo la fine della Guerra di Troia.

Perché si chiama Odissea

L'etimologia del nome Odisseo non è conosciuta. Omero tenta di spiegarla nel libro XIX collegandola al verbo greco "ὀδύσσομαι", che significa "essere odiato". Odisseo sarebbe "colui che odia" oppure "colui che è odiato". L'origine del nome invece proviene da una regione dell'Asia Minore, la Caria: qui Odisseo era il nome di un dio marino che dopo l'invasione delle popolazioni indoeuropee, è stato paragonato alla figura di Poseidone.
Il nome Ulisse, dato da Livio Andronico nella traduzione latina dell'opera, significa invece “irritato" ed è stato scelto dall’autore perché nome diffuso nel mondo latino e per l'assonanza con l'originale, a differenza di Odisseo che risuonava come un nome straniero.

Contenuto dell’opera

L'Odissea narra l’estenuante viaggio compiuto da Odisseo per ritornare in patria, a Itaca, dopo la caduta della città di Troia.
Il poema è formato, come l’Iliade, da 24 libri in esametri, raccolti in tre grandi parti.

  • La Telemachia (libri I-IV): dedicati a Telemaco, figlio di Odisseo.
  • I viaggi di Odisseo (libri V -XII): raccontano il naufragio di Ulisse dopo la furia di Poseidone che lo portò nell’isola di Scheria. Presente anche la narrazione di molte sue imprese.
  • Il ritorno e la vendetta di Odisseo (libri XIII - XXIV): in questi libri finali vengono trattati il ritorno in patria di Odisseo e la sua vendetta contro i Proci.
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