4 Febbraio Feb 2017 1007 04 febbraio 2017

Perché si balla sulle punte

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La danza sulle punte è riferita a un classico tipo di calzature che, a partire dal Settecento, hanno permesso a danzatori e danzatrici di muoversi sui palcoscenici in punta di piedi.

L’origine delle ‘punte’

L'invenzione delle scarpette da punta sembrerebbe essere dovuta al maestro di danza dell' Opéra di Parigi Jean François Coulon. La prima danzatrice a indossarle fu infatti la sua allieva Geneviève Gosselin nel 1813, seguita da Amalia Brugnoli.

Perché ballare sulle punte?

I danzatori del 18° secolo erano coperti da maschere, indossavano grosse parrucche e scarpe col tacco, le donne indossavano gonne larghe e lunghe, strette nei corpetti. Le due migliori ballerine francesi dell’epoca decisero di abbandonare questo tipo di balletto pesante e difficile e scelsero scarpe senza tacco, vestiti meno ingombranti e tolsero le maschere. Da allora si pensò a un nuovo tipo di scarpa che permettesse un movimento più libero senza rischi di slogature.

La danza sulle punte permette ai ballerini di eseguire salti e movimenti che altrimenti sarebbero stati molto difficili se non impossibili con le scarpe normali o con il tacco.

Nel XX secolo le punte diventano calzature esclusivamente femminili: la tecnica definita en pointe richiede che il piede si alzi da terra scaricando il peso sulla punta, di conseguenza nasce la necessità di un paio di scarpe capace di facilitare questo movimento, operato per donare maggiore grazia e leggerezza alla ballerina.

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