3 Giugno Giu 2017 0846 03 giugno 2017

Cosa succede se i carabinieri ti prendono i dati

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Per il personale di polizia è prassi richiedere le generalità ai cittadini fermati. Tuttavia, chi non ha commesso infrazioni si vede registrare nome e cognome su un blocchetto e non sempre è chiaro che cosa succeda dopo. Si riceve una notifica a casa? Si viene ricontattati per ulteriori accertamenti? Inoltre, dove vengono inseriti i dati e perché li richiedono? Tutte domande con semplici risposte.

Perché vengono presi i dati

Al fine di garantire la sicurezza dei cittadini, militari, carabinieri, polizia e vigili sono tenuti a chiedere i dati personali. Non è necessario essersi macchiati di reati o essere sospettati di averne commessi per dover comunicare le generalità. Si tratta di una procedura obbligatoria che si applica a tutti i cittadini, senza distinzione. Le cause principali sono due: la prima è di consentire ai militari la redazione di una relazione giustificando in caserma lo scopo di un fermo e di come questo si è concluso; la seconda di controllare eventuali precedenti e segnalazioni sul cittadino comunicando i dati via radio alla centrale.

Conseguenze

Prendere i dati non equivale a essere schedati, significa solo che le generalità vengono inserite in un database a disposizione delle forze dell’ordine, specie se incensurati e senza precedenti. L'inserimento e il successivo utilizzo degli stessi sono regolati dalle leggi sulla privacy per cui ne viene garantito l'uso limitato ad accertamenti, ad esempio di tipo amministrativo. Una delle conseguenze può essere che la raccolta dei dati talvolta equivalga ad un'ammonizione: colti in flagrante a commettere una piccola infrazione o con l'auto non del tutto regolare, si viene registrati e al prossimo controllo è possibile vedersi assegnare la multa senza possibilità di appello a causa di un precedente. Le generalità comunicate in precedenza vengono verificate dalla centrale e comunicate subito agli agenti sul posto. In casi più gravi la raccolta dei dati può preservare da malintesi o sospetti di coinvolgimento. Se è stata commessa una rapina o un omicidio a poca distanza da dove il cittadino è stato fermato, gli agenti possono riferire infatti data e ora in cui si veniva registrati scagionando o scoprendo un eventuale coinvolgimento. In sintesi, fornire i dati non porta ad alcuna conseguenza se non lo sviluppo di un rapporto collaborativo a favore della sicurezza.

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