5 Giugno Giu 2017 0851 05 giugno 2017

Cosa succede se qualcuno ha il mio iban

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Il codice IBAN (International Bank Account Number) consiste in:

  • due lettere rappresentanti la Nazione (IT per l'Italia);
  • due cifre di controllo o CIN Europeo;
  • una lettera di controllo, detta CIN italiano;
  • il codice ABI di 5 cifre;
  • Il codice CAB di 5 cifre;
  • E il numero conto di 12 cifre.

L’IBAN è lungo 27 caratteri (sempre maiuscoli e senza caratteri speciali) ed è dedotto dal numero di conto corrente interno della banca.

Spesso in molti si chiedono se sia pericoloso rilasciare l’IBAN a qualcuno, il che è inevitabile dato che esso serve per poter effettuare versamenti di denaro sul conto, per ricevere un pagamento tramite bonifico ma anche per indicare su quale conto addebitare un RID, vale a dire un’autorizzazione a pagamenti periodici come bollette, canoni, rate di finanziamenti.

Comunicare il proprio IBAN è rischioso?

No, perché non è invece possibile addebitare spese o effettuare prelievi non autorizzati; per fare ciò infatti non basta solo avere l’IBAN ma anche dati anagrafici e credenziali bancarie.

Certamente non mancano casi di truffatori, i quali si spacciano per altre persone presentando documenti falsi, ma nella maggior parte dei casi è facile smascherarli, considerato anche che molte banche ormai inviano comunicazione della richiesta di RID al correntista che dovrebbe quindi subito insospettirsi.

Di conseguenza, è quasi impossibile, o comunque è raro, che delle persone possano servirsi dell’IBAN per prelevare somme di denaro dal conto corrente.

Tuttavia è bene conservare sempre l’IBAN in maniera riservata, comunicarlo solo quando strettamente necessario e controllare periodicamente che dall’estratto conto non risultino pagamenti indebiti.

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