11 Giugno Giu 2017 1024 11 giugno 2017

Cosa succede se pago la Tari in ritardo

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Sostituisce la vecchia Tares la Tari, la nuova imposta comunale per i rifiuti istituita con la legge di stabilità 2014.

Per pagare la Tari bisogna essere in possesso, o detenere, locali adibiti a qualsiasi uso, purchè suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi la nuova tassa sui rifiuti prevede che la somma da versare al Comune sia dovuta dagli inquilini, indipendentemente se proprietari o affittuari.

Essa viene applicata tenendo conto delle superfici dichiarate o accertate, indipendentemente dal numero di persone che vivono in casa.

Il pagamento in ritardo della tassa sui rifiuti comporta naturalmente una sanzione, ma, con la nuova legge, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, cioè qualsiasi contribuente può regolarizzare il pagamento dell'imposta versando una sanzione ridotta. Attenzione però perchè l'importo varia in base alla tempestività del pagamento.

Ecco i parametri dettati dal decreto legislativo:

La sanzione viene ridotta in questi casi:

  • Entro 14 giorni dopo la scadenza la sanzione fissa è dello 0.1% (anziché lo 0,2%);
  • dal 15° al 30° giorno di ritardo la sanzione fissa dell’1,5% (anziché del 3%);
  • dal 31° fino al 90° giorno di ritardo la sanzione è dell’1,67% (anziché del 3,33%, sanzione minima ridotta ad 1/9);
  • dal 90° giorno di ritardo fino ai termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione la sanzione è del 3,75%;

In tutti questi casi, gli interessi giornalieri sono da calcolare separatamente.

Dopo il termine previsto dal ravvedimento operoso, non è previsto più alcuno sconto e viene applicata la sanzione del 30% dell’imposta. In tal caso per regolarizzare la propria situazione occorre rivolgersi esclusivamente all’Ufficio Tributi del proprio Comune.

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