24 Giugno Giu 2017 0857 24 giugno 2017

Cosa fare se arriva un decreto ingiuntivo

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Il decreto ingiuntivo è un procedimento giudiziario che un creditore, in casi determinati (art.633 cpc), può ottenere mediante la presentazione di ricorso al giudice competente: in presenza di un credito certo, esigibile e fondato su prova scritta (fattura, busta paga, ecc.) egli può richiedere un provvedimento contro il debitore, senza processo e prove rigorose, che obbliga quest'ultimo al pagamento del debito entro un determinato periodo di tempo.

A chi riceve la notifica di un decreto ingiuntivo è consigliato accettarla: in caso contrario essa si perfeziona ugualmente con il deposito del plico presso la casa comunale e l'invio di una raccomandata al destinatario. Da quel momento in poi il debitore dispone di un tempo preciso di 40 giorni per pagare la somma dovuta, oltre agli interessi ed alle spese del procedimento. Se, trascorso il tempo limite, il debitore non ha pagato il decreto diviene titolo esecutivo, al pari di una sentenza della Cassazione, e non può essere più messo in discussione. Con la conseguenza che il creditore potrà agire in esecuzione forzata con il pignoramento e la confisca dei beni.

Il debitore, prima dello scadere dei 40 giorni, ha anche la possibilità di presentare opposizione al decreto ingiuntivo. In questo caso si avvia un giudizio ordinario di cognizione davanti al tribunale che ha emesso il decreto, volto ad accertare l'effettiva sussistenza del debito, il quale le parti dovranno fornire le prove delle rispettive ragioni. Il giudice istruttore, se ricorrono gravi motivi, ha anche il potere di sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto di ingiunzione attraverso un'ordinanza non impugnabile.

In alcuni casi però il decreto ingiuntivo è esecutivo, cioè obbliga il debitore a pagare immediatamente. Questo è possibile se uno o più dei seguenti casi è vero:

1) Il credito è fondato su una cambiale, assegno bancario, assegno circolare o certificato di liquidazione di borsa.

2) Il credito è fondato su un atto ricevuto da un notaio o un altro pubblico ufficiale autorizzato.

3) Esiste il pericolo di grave pregiudizio in caso di ritardato pagamento.

4) Il creditore produce un documento sottoscritto dal debitore in cui quest'ultimo riconosce il proprio debito.

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