23 Luglio Lug 2015 1822 23 luglio 2015

Quanto guadagna un autore televisivo

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Lavorare nel mondo della TV è sempre stato affascinante, ma al di là del mondo edulcorato dello spettacolo davanti le telecamere, c’è un mondo parallelo di creativi e autori televisivi che realizzano dietro le quinte i programmi. Nella realizzazione di un programma TV – quiz, sit-com, intrattenimento, talk show, documentari, approfondimenti – vi è oltre allo sceneggiatore, una serie di altre figure professionali autoriali con ruoli specifici: chi scrive quiz, chi ha il compito di preparare le scalette delle trasmissioni, di scegliere gli ospiti che interverranno individuando i più adatti ad animare lo show, e poi c'è chi scrive sit com e chi adegua i format stranieri al contesto italiano.

L’autore televisivo può “specializzarsi” in un ambito oppure essere trasversale sia nelle mansioni (da “scalettatore” a sceneggiatore) che nel genere di scrittura (quiz, documentari, battutista/cabarettista).

Non esistono scuole o corsi per diventare autori televisivi, né tanto meno lauree specifiche (vi sono avvocati prestati alla scrittura televisiva o agronomi chiamati come esperti per i programmi sul territorio o di cucina). Non esistono albi professionali, né esami di Stato da sostenere, ma neanche garanzie e tutele di categoria, né tredicesime, né salario sicuro, né pensioni. Trattandosi di un lavoro da “liberi professionisti” e non da dipendente, e lavorando su commissione, i compensi degli autori televisivi sono molto variabili e oscillano dai 1.200 € al mese per una stagione televisiva di un autore sconosciuto agli oltre 120 000 € a trasmissione per le firme più autorevoli. Le tariffe medie dei cachet di chi lavora in Rai e Mediaset sono di 12-15.000 € per una puntata di 50 minuti e di 23-25.000 € per puntate da 100 minuti. Da questa base si può – il più delle volte – scendere a 10.000 (per 50 minuti) e 20.000 per 100 minuti. Dal 2002, le tariffe non sono aumentate e la TV generalista preferisce affidare alle società la ricerca di format da adattare, nonché la stesura di scalette a opera di personale interno per poter risparmiare ulteriori 2000 € sul budget dell’autore/sceneggiatore, scendendo a 8.000 € a puntata. L’altra faccia della medaglia sono i cachet degli autori affermati che arrivano a chiedere da 60.000 € a puntata per trasmissioni tipo 6X100minuti (come Umberto Conarello) a 120 – 180.000 € a puntata per Andrea Purgatori, 140.000 € per Giancarlo De Cataldo, 240.000 € per la coppia di autori Rulli & Petraglia (per 2 puntate da 100 minuti).

Bisogna precisare che spesso per intraprendere la carriera di autore televisivo occorre fare la gavetta gratuitamente e per molto tempo prima di riuscire a “sfondare” con il programma giusto; inoltre, non essendovi canali specifici di ingresso, per iniziare bisogna avere conoscenze, fortuna oltre che talento, come nel caso di Beppe Tosco – autore per Luciana Littizzetto – che ha iniziato come attore di teatro negli anni ’80 e dopo un’esperienza a Radio2 per tramite di un conoscente è entrato nel mondo televisivo conoscendo per caso la Littizzetto in un ristorante.

La precarietà dell’autore televisivo – nonostante il proliferare di reti e canali – giustifica talvolta i cachet che devono servire a coprire i restanti mesi dell’anno in caso di “disoccupazione” e tra un ingaggio e l’altro. Se si riesce a risultare interessanti ad un personaggio popolare della TV si può sperare di far parte fissa della squadra di autori per la realizzazione di un programma e crearsi una sorta di continuità lavorativa oppure optare per il lavoro su più fronti. Ciò significa che l’autore televisivo in piena attività non ha orari né ferie, né può programmare una vita familiare con regolarità, anche se con un po’ di organizzazione sia autori uomini che donne riescono a metter su famiglia, sebbene il tasso di divorzi nel settore è elevato (sia per via degli orari che per la varietà di conoscenze di personaggi e colleghi di lavoro).

In ogni caso, l’autore televisivo italiano guadagna in media meno dei colleghi stranieri. In Inghilterra, un autore guadagna 50.000 sterline a puntata (da 50 minuti) e in Francia se ne guadagnano 35.000 €, inoltre la categoria è riconosciuta e tutelata da vincoli sindacali.

In conclusione, se manca il talento, la creatività, l’originalità e l’abilità di scrittura, pur se si ha fortuna e le conoscenze giuste, non si guadagna molto: nessuno è disposto a rinnovare il contratto a chi provoca un flop con testi sbagliati o che non incontrano il favore del pubblico.

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