21 Dicembre Dic 2016 1440 21 dicembre 2016

Come aprire una ludoteca come baby parking

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Caratteristiche di una ludoteca “baby parking”

Dalla denominazione in lingua inglese si evince già la caratteristica di base di questo tipo di servizio: si tratta di “custodia e/o luogo di sosta ricreativa per bambini”, cioè un servizio sociale in cui bambini molto piccoli – dai 13 mesi fino ai 6 anni – usufruiscono di uno spazio adeguato per le loro esigenze. Lo scopo è quello comunque socio-educativo di intrattenimento e divertimento per piccoli “clienti” che mette a disposizione giochi e spazi ricreativi e di socializzazione senza alcun vincolo di continuità, ma occasionali. Infatti le norme sulla fruizione di spazi adibiti a baby parking vietano ai bambini di sostarvi oltre le 5 ore, come succederebbe in un centro di affidamento, quale un asilo nido. Inoltre, un baby parking può essere aperto dalle 3 alle 12 ore e deve disporre di almeno 2 operatori professionali sin dall’apertura.

Normative e adempimenti

Anche per la ludoteca “baby parking” valgono le stesse regole di avviamento, nazionali e regionali, utilizzate per una qualsiasi tipo di ludoteca, quali:

  • Registrazione di inizio attività presso la Camera di Commercio
  • Iscrizione all’Agenzia delle Entrate come soggetto fiscale e apertura di una partita IVA;
  • Accensione di polizze assicurative varie: immobile, terzi, bambini, personale, ecc.
  • Adeguamento di norme igienico-sanitarie e autorizzazioni dell’ASL
  • Adeguamento alle Legge n. 104/1992 sulle barriere architettoniche
  • Adempimenti obbligatori con l’INPS e l’INAIL per quanto riguarda la previdenza e l’infortunistica
  • Certificazione di sicurezza dell’immobile per l’impiantistica (luce, gas, consumo energetico)

Si suggerisce di verificare l’opportunità di sovvenzioni e finanziamenti sia in riferimento alla specifica categoria commerciale, sia, più in generale, per l’avvio di un’impresa, giovanile e/o femminile.

Il Personale di servizio

Gli operatori di un baby parking sono personale specializzato che deve aver conseguito un diploma di assistente di comunità dell’infanzia, di maestra d'asilo o di maturità magistrale, di altri attestati post-diploma riconducibili alla figura di operatore in attività socio-pedagogiche-educative per minori. Valgono anche i diplomi di laurea breve e specialistica sulle discipline dell’educazione, della psicologia e sociologia, e della formazione.

I costi

Si tratta di fare un buon budget preventivo che consideri tutti i costi, sia strutturali che del personale: all’avvio potrebbero bastare dai 10 ai 20 mila euro, ma molto dipende dalle risorse di cui già si dispone – magari perché si è già operatore socio-pedagogico e si abbatte così un costo legato all'assunzione – o se si sceglie la compartecipazione ad un progetto in franchising.

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