9 Gennaio Gen 2017 0548 09 gennaio 2017

Che cos’è burden sharing

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È bene ricordare che il burden sharing (letteralmente equivale a “condivisione degli oneri”) è una specifica procedura prevista dalla normativa in vigore sino alla fine del 2015. In pratica, l’opzione burden sharing equivale alla ricapitalizzazione precauzionale.

Nel caso di dissesto di un istituto di credito, era previsto che prima del soccorso dello Stato venisse ridotto appositamente il valore nominale delle azioni e contemporaneamente delle obbligazioni subordinate (oppure la conversione in capitale di queste ultime).

In particolare questo complesso meccanismo può ancora essere applicato alle diverse banche solventi, che però sono state bocciate dagli stress test a cura dell’EBA: è proprio il caso di Mps, il cui notevole fabbisogno di capitale è stato certificato dall’Autorità Bancaria Europea recentemente.

In pratica: per cercare di rimediare ad una situazione che rischia di degenerare, lo Stato può intervenire mettendo a disposizione dei fondi pubblici; questo a condizione che vi sia una condivisione degli oneri. I possessori di obbligazioni subordinate e gli azionisti partecipano attivamente al rischio, mentre i correntisti sono maggiormente tutelati, e questo a differenza di quello che si verifica con il caso del bal-in.

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