10 Gennaio Gen 2017 1100 10 gennaio 2017

Voucher, quando si può pagare il lavoratore

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Solitamente il buono lavoro viene detto voucher, quest’ultimo è una specifica modalità di retribuzione per il lavoro occasionale di tipo accessorio.

È bene evidenziare che la prima introduzione del buono lavoro, come strumento apposito di lavoro occasionale, risale al 2003 a opera del secondo governo Berlusconi. Il provvedimento legislativo che ne inquadrò per la prima volta l’utilizzo fu dunque la Legge Biagi. Per molti anni questa forma di remunerazione, introdotta per contrastare il lavoro nero in settori appositi in cui era l’unica modalità di retribuzione della manodopera (attività domestiche e similari, svolte da privati per privati e in maniera consensuali) fu praticamente semi-sconosciuta. In seguito il Ministero del Lavoro del secondo Governo Prodi nel 2008 diede attuazione alla normativa, precisandone l’utilizzo e i limiti (per esempio nel campo agrario).

Quest’anno per i voucher sono alle porte delle nuove regole e maggiori limiti all’utilizzo dello strumento introdotto con il Jobs Act. Le nuove regole saranno introdotte nel corso del corrente anno, porteranno quasi inevitabilmente ad una stretta severa sull’utilizzo dei buoni lavori Inps che, da qualche giorno, stanno tormentando il Governo e il Ministero del Lavoro.

La Cgil ha proposto l’abolizione dei voucher nel 2017 con un referendum ma, in maniera parallela, è opinione condivisa che con le regole introdotte dal Jobs Act i voucher siano in realtà degli strumenti utilizzati come uno strumento sostitutivo dei regolari contratti di lavoro. I buoni lavoro Inps sarebbero una scappatoia per retribuire i lavoratori senza tutelare troppo i loro diritti. Ma comunque i voucher hanno avuto una diffusione enorme e sono serviti a far emergere il lavoro nero e sommerso.

Bastano alcuni dati a conferma dell’opinione che il Jobs Act abbia dato luogo ad un notevole incremento dell’emissione e utilizzo dei voucher, in particolare: nel 2016 sono stati venduti circa 160 milioni di voucher contro i 500 mila del 2008. Sono dunque necessarie delle nuove regole e maggiori limiti all’utilizzo dei voucher e nel calendario di quest’anno dell’esecutivo uno dei primi provvedimenti all’ordine del giorno sarà proprio una nuova normativa che disciplini in un’ottica restrittiva l’uso dei voucher da 10, 20 o 50 euro.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: quali saranno le nuove regole inerenti i voucher 2017? È bene ricordare che già nel mentre dello scorso anno il Governo ha introdotto nelle nuove e innovative disposizioni per eseguire un controllo accurato sui committenti di lavoro e l’utilizzo dei voucher. Tutto questo con l’obbligo tassativo di comunicazione preventiva e pesanti sanzioni in caso di mancata ottemperanza alla normativa. Le nuove regole però daranno luogo a dei limiti ancora più ferrei e, tra le altre cose, il Parlamento e l’opinione pubblica chiedono con maggiore insistenza al Ministro Poletti e al Governo Gentiloni di restringere notevolmente l’ambito di utilizzo dei buoni lavoro Inps.

In pratica: i voucher 2017 potranno essere utilizzati solamente per retribuire studenti, pensionati e cassintegrati, questa è la proposta del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. Tutto questo porterà forse all’approvazione di una nuova normativa, prima del referendum sul quale la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi fra poco. La nuova legge imminente porterà nel corso di quest’anno ad un’ampia limitazione circa il loro utilizzo.

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