16 Gennaio Gen 2017 1310 16 gennaio 2017

Come aprire una casa famiglia per orfani

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Chi sono oggi gli orfani

Un tempo esistevano dei bambini orfani per diverse cause: epidemie, guerre, perdita di entrambi i genitori, figli di ragazze-madri dati in affidamento, e così via. Mentre allora la maggior parte di essi veniva affidata a istituti noti come orfanatrofi e convitti, perlopiù gestiti da ordini religiosi, oggi ciò viene svolto soprattutto da organizzazioni laiche e civiche, e la casa famiglia è una di queste. I “nuovi” orfani, divenuti numerosi negli ultimi anni per via delle guerre, sono minori profughi che affrontano i “viaggi della speranza” senza l’accompagnamento degli adulti, e la casa famiglia è una delle risposte alla loro sopravvivenza.

Come fare per avviare l’attività

Per avviare l’attività di una casa famiglia serve l’autorizzazione del proprio Comune di appartenenza e bisogna attenersi alla legge 328/2000 che ne regolamenta criteri e requisiti. La sede, poi, si adegua a tutte le norme vigenti sulla regolarità degli impianti domestici – legge 46/90 – e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - legge 626/06 -. Il personale deve essere specializzato, e si prevede anche la figura di volontari, purché diplomati nelle discipline socio-pedagogiche; ASL e Vigili del fuoco devono effettuare i dovuti controlli igienico-sanitari e di sicurezza; la struttura deve rispettare tutti i criteri relativi a dimensioni e vivibilità adatti a minori di ogni età. Infine, tutta la documentazione prodotta deve essere presentata all’Assessorato per i Servizi Sociali che è l’ente preposto all’autorizzazione definitiva per l’apertura di una casa famiglia per orfani.

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