16 Gennaio Gen 2017 1409 16 gennaio 2017

Come aprire una casa famiglia per ragazzi

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La formula della casa famiglia per ragazzi

La categoria “ragazzi” comprende minori, sia italiani che stranieri, di età compresa tra i 13 e i 18 anni e di entrambi i sessi. Il progetto di base che accomuna ogni casa famiglia è basato su due pilastri: l’educazione, sociale e culturale, e la crescita personale per il raggiungimento della propria autonomia. L’obiettivo finale è il reintegro nel proprio nucleo familiare o l’avvio alla conduzione di una vita propria. Infatti questi ragazzi potrebbero provenire da famiglie disagiate, indigenti o conflittuali, per cui è necessario ricostruire un modello di comunicazione e di valori legati alla famiglia; oppure sono vittime della droga, quindi necessita un percorso di cura e di analisi; o, ancora, possono provenire da Paesi in guerra ed essere orfani. In tutti i casi l’ambiente sviluppa occasioni e dinamiche di gruppo per accrescere la capacità di relazione tra individui ma, al contempo, predispone anche dei percorsi personalizzati basati sulle reali esigenze ed aspirazioni di ogni singolo ragazzo.

Come fare per avviare l’attività

Una casa famiglia è un servizio autorizzato dal proprio Comune di appartenenza e si attiene alla normativa nazionale rappresentata dalla legge 328/2000. La residenza in cui si svolgono le attività deve rispettare le norme vigenti sulla conformità degli impianti di una civile abitazione – legge 46/90 – e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - legge 626/06 e 81/08 -. Tra le varie autorizzazioni spiccano quelle per cui una casa famiglia che si occupa, come nel caso, di assistenza socio-educativa o sanitaria, necessita che ci sia del personale – assunto o volontario – specializzato; che non manchino tutte le autorizzazioni – ASL, Vigili del fuoco –; che sia predisposto un progetto ben dettagliato. L'ultimo passo è la presentazione di tutta la documentazione ottenuta all’Assessorato per i Servizi Sociali conquistando così il via libera all’inizio dell'attività.

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