17 Febbraio Feb 2017 0846 17 febbraio 2017

Come fare affittacamere

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La legge definisce gli affittacamere come “strutture composte da non più di sei camere, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari”. Questo tipo di attività non è assoggettato in una classificazione ufficiale ma è comunque ritenuta dalle regioni un’attività imprenditoriale e per questo assoggettate a norme specifiche per la sua apertura.

Pratiche per l’apertura

Laffittacamere professionale ha obbligo di iscriversi al cosiddetto R.E.C. ed aprire Partita Iva entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (il codice Ateco da utilizzare per l’apertura della partita Iva è il 55.23.5, “Attività di affittacamere per brevi soggiorni, case vacanza“).

E’ inoltre necessaria la consegna della SCIA, ovvero il proprietario dell’abitazione deve presentarsi in comune con la documentazione per l’inizio dell’attività. La SCIA deve contenere: carta d’identità e codice fiscale del titolare, l’ubicazione del futuro affittacamere e la sua disposizione interna, il numero dei posti letto e dei servizi igienici a disposizione dei clienti.

Se l’affittacamere sarà professionale è inoltre indispensabile presentare una denuncia dei prezzi, sempre al comune in cui è ubicata l’attività.

Norme che regolano l’attività

L’attività lavorativa di questo genere di struttura ricettiva viene regolamentata dalla legge numero 217 del 1983: in questo genere di struttura non si offre solo il pernottamento, ma viene somministrata, se si vuole, anche la prima colazione ma il titolare non vive all’interno dell’abitazione.

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