20 Agosto Ago 2017 0744 20 agosto 2017

Lavorare in Svizzera e vivere in Italia: tasse

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Lavorare in Ticino come frontaliere e vivere in Italia: conviene? Quale regime fiscale viene applicato? Ecco la Risoluzione n. 38/E avente ad oggetto "Regime fiscale del reddito di lavoro dipendente prodotto da soggetti frontalieri che svolgono la prestazione lavorativa in Svizzera"


Lavorare in Svizzera (Ticino) e vivere in Italia


Ogni giorno sono circa 60.000 gli italiani che varcano la dogana per andare a lavorare nel Canton Ticino (Svizzera).
Oltre confine gli stipendi elevtici sono molto allettanti per il popolo degli italiani e tanti sono i connazionali che hanno fatto fortuna.
Sicuramente, questo è un primo interessante fattore di attrazione; inoltre, il regime fiscale applicato agli stipendi degli italiani che ogni giorno varcano i confini elvetici, è un altro interessante punto da approfondire.
La recente Risoluzione n.38/E, approntata sul sito dell'Agenzia delle Entrate, chiarisce la disciplina inerente il "Regime fiscale del reddito di lavoro dipendente prodotto da soggetti frontalieri che svolgono la prestazione lavorativa in Svizzera".


Frontalieri: quadro normativo Accordo ITA-CH


Si considerano frontalieri di fascia, tutti coloro che risiedono in uno dei Comuni indicati nei decreti aventi ad oggetto il ristorno previsto dall'accordo sui frontalieri ITA-CH che si recano per lavoro in uno dei Cantoni Vallese-Ticino-Grigioni.
Pr quanto concerne il quadro normativo che disciplina il regime impositivo applicabile ai redditi derivanti dalla attività di lavoro dipendente svolta dai frontalieri, devono essere richiamati gli articoli 1 e 2 dell’Accordo tra l’Italia e la Svizzera del 3 ottobre 1974, i quali prevedono che “I salari, gli stipendi e gli altri elementi facenti parte della rimunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto nello Stato in cui tale attività è svolta” (articolo 1).
L'articolo 2 sancisce che “Ognuno dei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese verserà ogni anno a beneficio dei Comuni italiani di confine una parte del gettito fiscale proveniente dalla imposizione - a livello federale, cantonale e comunale - delle rimunerazioni dei frontalieri italiani, come compensazione finanziaria delle spese sostenute dai Comuni italiani a causa dei frontalieri che risiedono sul loro territorio ed esercitano un’attività dipendente sul territorio di uno dei detti Cantoni.”


Frontalieri svizzeri: criteri di ripartizione e utilizzazione compensazioni finanziarie


Sui criteri di ripartizione e utilizzazione delle compensazioni finanziarie, sanciti con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze emesso il 4 agosto 2016, è stato previsto che “La ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria viene limitata ai comuni il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 km dalla linea di confine con l’Italia dei tre cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese”.
Tale ripartizione deve essere operata “[…] dividendo l'importo globale della compensazione finanziaria, versata dai Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese per il numero complessivo del lavoratori frontalieri residenti, alla data del 31 agosto di ciascun anno, nei «Comuni di confine» e che abbiano svolto nel corso dell'anno attività di lavoro dipendente in uno dei tre cantoni in questione.”


Fisco: Risoluzione n.38/E


Dalle disposizioni richiamate nella Risoluzione n.38/E, approntata dal Fisco in data 28 marzo 2017, risulta che la qualificazione di “frontaliero” svizzero sia da riconoscersi ai lavoratori che siano residenti in un Comune il cui territorio sia compreso nella fascia di 20 Km dal confine con uno dei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, ove si recano per svolgere l’attività di lavoro dipendente.
In sintesi: solo qualora il Comune italiano di residenza del lavoratore frontaliero disti più di 20 km dal confine dei tre Cantoni svizzeri, troverà applicazione l’articolo 15 della Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata dal nostro Paese con la Confederazione Svizzera.
L'Italia, in qualità di Stato di residenza, è tenuta ad esercitare la propria potestà impositiva sui redditi di lavoro dipendente prodotti in Svizzera.
Inoltre, riconosce il credito per le imposte pagate all’estero, ai sensi dell’articolo 165, comma 10, del TUIR.

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