12 Settembre Set 2017 1704 12 settembre 2017

Disoccupazione quando spetta

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Quando si ha diritto alla disoccupazione

In seno alla conclusione di un rapporto lavorativo, il dipendente può richiedere all’INPS l’assegno di disoccupazione. Questo però può essere ottenuto solo se si risponde a determinati requisiti. Innanzitutto per ottenerlo bisogna essere stati dipendenti di un’azienda giuridicamente riconosciuta per un tempo minimo specifico, e aver perso il lavoro a causa di un licenziamento e non in caso di dimissione o cessazione del rapporto con il datore di lavoro che viene su iniziativa concorde di entrambe le parti. La disoccupazione non può essere negata al dipendente, qualora quest’ultimo impugni il licenziamento. Essa verrà erogata dall’ente pubblico come da regolamento e, qualora il processo si concluda con un risarcimento verso il dipendente, la quota ottenuta verrà detratta dalla disoccupazione; se invece il processo si concluderà con il reinserimento del dipendente questi dovrà restituire quanto versato dall’INPS.

Eccezioni nel caso di dimissioni

Nel paragrafo precedente si era detto che un lavoratore che perde il posto dovuto alla propria dimissione non ha diritto alla disoccupazione. Tuttavia ci sono delle eccezioni. Il dipendente avrà diritto alla disoccupazione se la dimissione è accompagnata da un giustificato motivo, che deve essere dimostrato da egli stesso. Rientrano nelle dimissioni con giustificato motivo quelle causate dal mancato pagamento del stipendio, per mobbing, per molestie sessuali, per atteggiamenti aggressivi da parte del datore di lavoro, mancata concessione di riposo etc. Non sono quindi accettate dall’INPS per l’erogazione della disoccupazione le dimissioni dovute a motivi personali di altra natura.

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