17 Settembre Set 2017 0801 17 settembre 2017

Lavorare a Londra dopo la Brexit

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Dopo la Brexit sarà sempre facile per gli emigrati italiani a Londra trovare lavoro? Cosa cambierà sul mercato del lavoro, torneranno in vigore visti e permessi? Sono tutte domande utili che creano un penso di “timore” e preoccupazione per chi lavora a Londra o per chi è intenzionato a trasferirsi

Brexit: Cosa succederà al mercato del lavoro londinese?

Difficile è dare una risposta immediata ed esauriente ad una domanda così complessa e con diverse conseguenze dal punto di vista geo-politico ed economico.

Lavorare a Londra è il sogno di moltissimi italiani, in particolare di giovani neolaureati e neodiplomati che, a causa della situazione economica ed occupazionale piuttosto critica del nostro Paese, preparano le proprie valige in cerca di un’occupazione stabile.

L’Inghilterra da sempre attrae flussi di giovani e meno giovani che approdano nel Regno Unito per sfruttare a proprio vantaggio le maggiori opportunità professionali, dato che si tratta di un sistema fondato sulla meritocrazia e sulla trasparenza e non sui favoritismi e sulle relazioni di parentela.

La Brexit, tuttavia, ha creato una situazione di momentaneo caos e disordine: un “fulmine a ciel sereno”, la scelta dei cittadini inglesi di lasciare l’Europa ha fatto sorgere tantissimi dubbi e incertezze negli italiani che da anni lavorano in UK.

Per i prossimi due anni nessun timore e preoccupazione dato che dovrebbe rimanere tutto immutato. Per il dopo, si vedrà, ad oggi non si hanno certezze.

Da quanto annunciato da Theresa May, dopo la Brexit, trasferirsi a Londra non sarà più facile come un tempo e, probabilmente, dal prossimo anno potrebbe diventare obbligatorio trovare un’occupazione prima del trasferimento in UK.

Documenti necessari per vivere a Londra

Ad oggi per risiedere e lavorare a Londra richiede la presentazione dei seguenti documenti:

  • documento d’identità: carta d’identità valida per l’espatrio (con scadenza superiore ai 3 mesi) o Passaporto Italiano;
  • iscrizione all’AIRE, Anagrafica degli Italiani Residenti all’Estero;
  • National Insurance Number (NIN), un documento che viene rilasciato dalle autorità competenti.

Dopo Brexit, molto probabilmente lavorare a Londra richiederà agli aspiranti residenti la presentazione del Passaporto e del Visto, parimenti a quanto accade oggi in America ed in Australia.

Al momento non si hanno certezze in merito, la situazione è tutta in divenire; l’unico dato certo che il Primo Ministro ha più volte dichiarato che verranno rispettati tutti gli europei (inclusi gli italiani) che lavorano e studiano in Inghilterra.

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