2 Ottobre Ott 2016 1108 02 ottobre 2016

Cosa provoca l’esposizione ai campi elettromagnetici

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Seppur invisibile l’elettrosmog è dappertutto e si trasmette non con fili conduttori ma con onde e frequenze che si dividono in onde elettromagnetiche, infrarossi, radiofrequenze e microonde. Le più dannose per l’uomo sono quelle a bassa frequenza che creano molti problemi all’uomo tra cui cefalea, stress, insonnia, irritabilità, depressione, cataratta e perdita di memoria e nei casi più gravi anche leucemie e tumori. I soggetti più a rischio sono i bambini e i giovani fino a 30 anni d’età che assorbono di più le radiazioni rispetto ad un adulto.

Primo step: progettare la casa in modo intelligente

Partendo dalla progettazione della casa l’ideale sarebbe che le linee e i fili elettrici vengano realizzati a norma di legge e messi in verticale, orizzontale e perpendicolare alle pareti e non in posizione diagonale e gli interruttori devono avere due poli per questo è meglio affidarsi ad un elettricista ben informato. Una volta progettata la casa i consigli utili sono quelli di dividere bene le zone della casa in cui si trovano dispositivi elettrici. Ad esempio nelle zone di riposo come il soggiorno e le camere da letto i campi elettromagnetici devono essere pochi o addirittura inesistenti o comunque evitare di posizionare divano e letto vicino alle pareti che contengono i fili elettrici e ad una distanza di un metro dai dispositivi. Nelle zone dove gli elettrodomestici sono inevitabili come cucina e bagno sarebbe opportuno semplicemente spegnerli quando non vengono utilizzati, parlo di tv, pc, WiFi, forno a microonde, cellulari, sveglie ecc e nota bene che metterli semplicemente in stand-by non evita il diffondersi delle onde.

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