17 Dicembre Dic 2016 0946 17 dicembre 2016

Che cos’è il parto anonimo

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La normativa che rende possibile ad una donna di partorire in anonimato, garantendo (al contempo) cure e tutele al nascituro e a se stessa è complessa. La procedura di parto anonimo è prevista dalla legge, art. 30 comma 2 D.P.R. 396/00 e garantisce: piena assistenza alle partorienti nella struttura sanitaria; possibilità di lasciar il neonato in clinica nel totale anonimato; la certezza (pressoché al 100%) che il bambino sarà al sicuro e questo fino a che non verrà adottato da una famiglia.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: che cos’è il parto anonimo? Bisogna cercare di capire che il parto anonimo non soltanto è un diritto della madre di partorire (e questo quando voglia rimanere anonima), ma anche il riconoscimento del diritto del neonato di venire al mondo. Tutto questo evitando l’aborto, l’abbandono e l’infanticidio. È bene ricordare che con il parto anonimo, dunque, il nome della madre rimane sconosciuto e segreto (per 100 anni); e sullo specifico certificato di nascita del bambino comparirà la scritta: “nato da donna che non consente di essere nominata”.

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