19 Aprile Apr 2017 0816 19 aprile 2017

Cosa succede se entra acqua nei polmoni

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Si parla di annegamento quando le vie aeree vengono ostruite da un qualsiasi liquido. Che il corpo sia totalmente immerso o meno, non è rilevante.
Ci sono due tiplogie di annegamento: in acqua dolce e salata.

Annegamento in acqua dolce

Nel primo caso, il liquido viene assorbito molto rapidamente dal sistema dei capillari alveolari polmonari e, raggiumgendo in fretta l'apparato circolatorio, raddoppia il volume sanguigno distruggendo i globuli rossi e riducendo la parte liquida del sangue. Le conseguenze sono una mancanza di ossigeno, detta anossia, uno squilibrio plasmatico, un eccesso di potessio e, infine, l'arresto circolatorio.

Annegamento in acqua salata



In caso di annegamento in acqua salata, non si avrà una fibrillazione ventricolare, ma un collasso cardiovascolare e un'asistolia irreversibile.
Il meccanismo che si mette in funzione è inverso rispetto a quello illustrato precedentemente: plasma e proteine passano dai capillari sanguigni agli alveoli provocando una diminuzione del volume del sangue.
Anche la durata dell'annegamento varia tra quello in acqua dolce e quello in acqua salata: 3-5 minuti per il primo e 6-7 per il secondo.

Quali sono le fasi dell'annegamento?

La prima fase è sicuramente quella cosiddetta "della sorpresa": l'acqua penetra nelle prime vie aeree quando si effettua il primo atto inspiratorio di riflesso al quale segue lo spasmo della laringe. Quest'ultimo impedisce la penetrazione del liquido ma anche quella dell'aria. Nel 10/20% dei casi ciò porta alla morte con polmoni ancora asciutti.
La seconda fase è la "disapnea respiratoria": la glottide si apre improvvisamente e l'acqua entra nei polmoni impedendo quindi la respirazione. L'assunzione di ossigeno è bloccata.
Si passa poi alla fase "apnoica", con perdita di coscienza, coma e arresto del respiro.
La fase "terminale" porta all'arresto cardiaco.

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