2 Settembre Set 2017 0958 02 settembre 2017

Come curare la mononucleosi negli adulti

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La mononucleosi è una patologia che colpisce sia adulti che bambini, conosciuta come "malattia del bacio", si manifesta come infezione virale contagiosa cagionata dal virus Epstein-Barr. Ecco i rimedi per curarla.


Mononucleosi negli adulti: che cos'è e sintomatologia


La mononucleosi è una patologia infettiva, conosciuta anche come "malattia del bacio" che può colpire ad ogni età, soprattutto nella fascia adolescenziale.
La causa della mononucleosi è il virus di Epstein-Barr, appartenente alla famiglia degli Herpes Virus (tra cui Herpes Simplex di tipo 1 e 2, e l’Herpes Zoster, causa della varicella).
I principali sintomi caratteristici della mononucleosi sono ascrivibili ai seguenti: mal di gola, febbre, stanchezza, linfonodi ingrossati.
Si tratta di sintomi e disturbi fastidiosi: in genere queste manifestazioni, se opportunamente curate, possono guarire senza alcuna conseguenza, ma la stanchezza può tuttavia persistere fino a diversi mesi.
La trasmissione della patologia infettiva avviene attraverso la saliva e la diagnosi avviene attraverso esami del sangue specifici.


Mononucleosi: trattamento e prevenzione


Il trattamento prevede rimedi sintomatici, in quanto non esiste alcun farmaco in grado di agire direttamente sul virus responsabile.
Anche se nella maggior parte dei casi, si contrae la mononucleosi una sola volta, i sintomi della malattia infettiva possono ricorrere dopo mesi o perfino anni.
Una volta infettati dal virus di Epstein-Barr si diventa portatori del virus, in genere nello stato latente, per tutta la vita.
Solo occasionalmente, la mononucleosi porta a una condizione grave caratterizzata da patologia persistente oltre sei mesi dopo la diagnosi iniziale.
Non esiste una cura e terapia specifica per la mononucleosi, gli antibiotici non assolvono ad alcuna funzione quando si tratta di combattere le infezioni virali.
La terapia si basa sul riposo a letto e sul reintegro dei liquidi persi con una dieta ricca di frutta e verdura, oltre che di latticini e cereali integrali.
Con il riposo si dovrebbe poi gradualmente riprendere le normali attività fisiche e lavorative. Da evitare l’alcool, che potrebbe danneggiare un fegato già indebolito dall’infezione.
Tra i farmaci consigliati, gli antidolorifici come il paracetamolo o l’ibuprofene possono aiutare a ridurre la febbre.
Dato che l'infezione si diffonde attraverso la saliva, si consiglia di non baciare nessuno e non condividere alimenti, piatti, bicchieri e posate.

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