3 Gennaio Gen 2018 1300 03 gennaio 2018

Quali alimenti contengono metalli pesanti

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Gli alimenti contengono percentuali di metalli pesanti che generalmente non sono tossiche per l’uomo. Tuttavia, nell’ottobre 2017 è arrivato l’allarme da parte della Coldiretti che ha stilato una classifica dei cibi a rischio che presentavano livelli di contaminazione superiori ai livelli di guardia. Sotto accusa in particolare il pesce proveniente dalla Spagna.

Metalli pesanti negli alimenti: i fattori di rischio

Quando si parla di metalli pesanti si intende, ad esempio: piombo, arsenico, mercurio e cadmio. A causa dell’inquinamento, le percentuali che vengono naturalmente assorbite attraverso l’aria o il terreno possono superare la soglia di tolleranza e diventare dannose per la salute. Gli alimenti interessati dai metalli pesanti non risparmiano alcun settore alimentare. Il pesce è tra i primi sorvegliati speciali perché il mare, in particolare il Mediterraneo, riceve le acque dei fiumi che accolgono loro malgrado gli scarichi degli impianti industriali. Le conserve di pesce, inoltre, possono subire contaminazioni in seguito al deterioramento delle saldature in piombo e il pesce stesso può nutrirsi di alghe contaminate ed essere portatore di mercurio. I cereali, il riso ma addirittura l’acqua in bottiglia possono riportare tracce di arsenico in quantità talvolta critiche.

Metalli pesanti negli alimenti: conseguenze e rimedi

La presenza di metalli pesanti negli alimenti può essere fonte di preoccupazione perché può interessare le materie prime per la preparazione di cibi destinati ai bambini. Tra le conseguenze principali? Un numero sempre crescente di intolleranze e allergie alimentari a cui si può porre rimedio con qualche intervento preventivo. Ad esempio, per quanto riguarda il pesce è consigliabile scegliere quello azzurro che proviene da mari aperti meno soggetti alle concentrazioni di mercurio. Per quanto riguarda i cereali, sono da preferire quelli integrali che non subiscono particolari processi di lavorazione industriale, così come il consumo di frutta e verdura di stagione che non deve fare lunghi viaggi per raggiungere i luoghi di vendita finali.

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