2 Febbraio Feb 2017 1200 02 febbraio 2017

Chi è il pivot nel basket

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Karl Anthony Towns è il prototipo del pivot moderno. La prima scelta al Draft 2015 concentra in 213 cm e 111 kg le caratteristiche fisiche e tecniche di un centro vecchio stampo aggiungendo però una nuova dimensione perimetrale che comprende la capacità di mettere palla a terra per battere l’avversario dal palleggio.

Il totem sotto canestro

In passato, al pivot veniva chiesto di giocare solo sotto canestro, difendendo il proprio ferro e catturando rimbalzi.

Grazie a questo aspetto “gladiatorio”, quello del pivot divenne il ruolo simbolo del basket degli anni ’60 e ‘70. Dino Meneghin, l’unico italiano presente nella Hall of Fame, è il prototipo del centro da combattimento. Sul parquet si trasformava in una belva feroce.

L’inizio di una nuova era

Wilt “The Big Dipper” Chamberlain fu il primo a scalfire l’immagine del centro come puro e semplice guerriero della palla a spicchi. Dall’altro dei suoi 213 cm, Chamberlain segnò più di 50 punti in 118 partite, chiudendo la stagione NBA 61-62 con 50 punti di media.

Alla fine degli anni ’70, Moses Malone indossò per la prima volta la casacca degli Houston Rockets,. Malone è stato uno dei pochissimi cestisti a non aver bisogno del pallone tra le mani per dominare una partita: quando non lo aveva e si sistemava sotto canestro per prendere posizione era ancora più forte.

Fu proprio Malone a contribuire a quella trasformazione del ruolo che ha permesso a centri di 2 metri e 10 di tirare da tre con la precisione di una guardia. Nei suoi ultimi anni ai Rockets, Moses ebbe un ruolo fondamentale nella crescita di uno dei pivot più tecnici che abbia mai calpestato il parquet: Hakeem Olajuwon.

Olajuwon dovette adattarsi al contesto: per sopravvivere ad una NBA sempre più competitiva, fu costretto a trasformare il suo stile, allenandosi per diventare uno dei giocatori più completi della lega.

Coltellino svizzero

Il pivot moderno non ha perso quella fisicità che ha contraddistinto il ruolo sin dagli albori del gioco: centri dominanti come Andre Drummond o Tyson Chandler lo dimostrano. Ma per vincere le partite, il dominio del pivot sotto canestro non basta più. Il risultato di questa evoluzione è un nuovo tipo di centro, che gli americani definiscono 5-tool-center, ovvero un pivot capace di sviluppare tutti i cinque aspetti più importanti del gioco: la creazione del tiro, la conclusione dalla distanza, la capacità di passaggio, la presenza a rimbalzo e la difesa della propria posizione.

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