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La Audi fa ibrida anche l’ammiraglia
Inizia a commercializzare la eco A8, la più grande di Ingolstadt.
Con la A8 è giunta definitivamente l’era delle ibride anche per le ammiraglie, contenendo cavalli e volumetrie e, allo stesso tempo, rispettando sempre di più l’ambiente.
E con l’opportunità, tutt’altro che secondaria, di poter talvolta entrare nei centri storici come con le auto a sola trazione elettrica. Si tratta di un concetto ben capito in Audi che, allo stato attuale, vara una delle poche “ammiraglie” degne di questo nome e di chiamarsi ibride.
UN'IBRIDA DI FACCIATA. Fate attenzione: non si tratta di una top di gamma ibrida solo di “facciata”, come in America fanno con la Escalade che, massiccia come poche, ha sempre bisogno del suo corposo sei litri per muoversi (solo 200 cc più piccolo di quello montato sulla versione tradizionale), oltre all’aiuto del propulsore elettrico, naturalmente.
In questo caso il rapporto fra i due sistemi è molto più “onesto”: due litri a benzina e 245 cavalli in totale sono valori rispettabili e politically correct, anche se più bassi di quelli che molti vorrebbero da una vettura di queste dimensioni. E soprattutto dal prezzo, che raggiunge gli 86.200 euro.
UNITÀ ELETTRICA DA 54 CAVALLI. Ma un’Audi è sempre un’Audi e avere in casa un buon motore benzina da 211 cavalli, alternandolo o combinandolo con un’unità elettrica da 54 cavalli, è parsa una buona idea soprattutto in base alle attuali esigenze di rinnovamento del mercato.
Fra i vantaggi di questa soluzione c’è il consumo medio che si attesta a soli 6.3 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato, con una quantità di emissioni media nell’ordine dei 147 g/km. Non si tratta di valori degni della migliore classe energetica raggiunta oggi dalle ibride, che scendono anche sotto la soglia dei 100 g/km, ma per questo volume e stazza, indubbiamente, era difficilmente far di meglio con le tecnologie attuali.
Mercoledì, 04 Luglio 2012

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