Motori
INNOVAZIONE
Renault e Qualcomm, al via la ricarica wireless
Il colosso si apre alla sperimentazione della tecnologia.
di Alex D'Agosta
Per chi non la conoscesse, sappia che Qualcomm è fra i top
player indiscussi a livello mondiale in ambito 3G e tecnologie
mobili.
E non è nemmeno nuova nel settore automotive: già l’anno
scorso il colosso IT di San Diego aveva annunciato di aver pronto
l’eCall (il dispositivo di trasmissione di un segnale abbinato
a un'unità di localizzazione che può inviare informazioni
di circostanza nella chiamata di emergenza oltre alla posizione
esatta del veicolo incidentato) e di poterlo far funzionare per
prima anche nella grande Russia, in quanto hanno messo a punto il
primissimo chip al mondo in grado di funzionare sia sotto rete
Gps che sotto i satelliti Glonass, rendendo la localizzazione
certa dove il Gps non funziona bene ma soprattutto più precisa
in presenza di entrambi.
RENAULT ADERISCE AL PROGRAMMA DI
SPERIMENTAZIONE. La notizia recente riguarda invece
l’adesione di Renault al programma di sperimentazione già
avviato a Londra da Qualcomm sulla tecnologia Wevc (Wireless
Electric Vehicle Charging), che in buona sostanza si occupa di
valutare la fattibilità commerciale di ricaricare veicoli
elettrici con questo tipo di dispositivo senza fili (quindi a
induzione magnetica).
Lo sviluppo della tecnologia di ricarica wireless richiede una
compatibilità tra le auto e le stazioni di ricarica, stabilita
da norme europee e standard mondiali.
RICARICA WIRELESS, UNA MODA MA ANCHE UNA
NECESSITÀ. Quella senza fili non sembra solo una moda
ma anche una necessità e, anzi, un vero valore aggiunto rispetto
alla qualità raggiunta dai rifornimenti tradizionali.
A ben vedere, oggi, è raro trovare una stazione di servizio che
non abbia almeno un tetto sopra agli erogatori, mentre la quasi
totalità delle rare colonnine elettriche in città è
semplicemente in testa ad alcuni parcheggi speciali,
all’aperto, con la scusa che di parcheggi si deve trattare.
Ma se un automobilista, oggi come in futuro, avesse bisogno solo
di una parziale «ricarica» e il meteo fosse proibitivo, è
chiaro che un’apposita stazione di ricarica senza fili, avrebbe
risolto il problema di uscire dall’abitacolo.
E per come vanno la tecnologia e la pigrizia degli utenti, si
spera che questa strada venga seguita e implementata il prima
possibile.
Giovedì, 26 Luglio 2012

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