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Superbollo: brucia nella crisi

La manovra incide in particolare sulle auto di lusso.

Piena crisi, è questa, all’alba del 2012, la condizione del nostro paese. Ed ecco scattare il decreto “salva Italia”, che presenta alcune discutibili soluzioni in grado di colpire duramente l’industria dell’automobile.
Ma come può una manovra studiata per un miglioramento della condizione economica del paese andare a intaccare proprio una delle nostre più fiorenti industrie?
La risposta è presto data: con l’applicazione del superbollo e delle accise sul carburante, immediatamente affiancate da un'altra terribile prospettiva per i possessori delle cosiddette “auto prestazionali”, i blitz mirati della Guardia di Finanza.
Sembrerebbero elementi utili di una manovra necessaria, e criticare queste scelte ci fa apparire immediatamente come dissennati nemici della legalità, ma, di fatto, parliamo di un vero e proprio fulmine a ciel sereno per i costruttori di auto sportive.
FERRARI: -56% IMMATRICOLAZIONI. Ed ecco piovere i primi impressionanti dati da parte di case come Ferrari e Maserati, con crolli delle immatricolazioni nello scorso Gennaio rispettivamente del 56% e 47%, cifre che lasciano interdetti e senza parole.
Ad aggravare la situazione, inoltre, un'improvvisa crisi del mercato dell’usato, dove, in sostanza, ogni auto con potenza superiore al limite stabilito di 185 kW resta invenduta.
Non serve un genio, dunque, per capire che fra giacenze di interi parchi auto, unite al crollo di un mercato cardine e il mancato guadagno in termini di IVA da parte dello Stato per le compravendite del nuovo e dell’usato, siano, assieme al “paralizzante” costo del carburante, un grosso bastone tra le ruote per il nostro Paese. Senza contare l’amaro in bocca da parte degli appassionati della guida, che vedono scemare sempre più il sogno di guidare qualcosa di più appagante che non un semplice mezzo di trasporto.

Martedì, 07 Febbraio 2012


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