scandali
Il passo falso di zu Guttenberg
Il politico è accusato di aver plagiato la tesi universitaria.
di Pierluigi Mennitti
Da Berlino
In genere ci si lamenta del fatto che le tesi di dottorato passino quasi inosservate sotto gli occhi dei professori. Di certo, il ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg non potrà dolersi di questo problema. Anzi, la sua tesi «Costituzione. Fasi di sviluppo costituzionale negli Usa e nell’Ue», consegnata nel 2006 alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bayreuth, non ha mai avuto tanti lettori retroattivi come adesso. Peccato che non sia un motivo di vanto. Il giovane e amato ministro cristiano-sociale, da molti osservatori considerato uno dei politici più promettenti del Paese (leggi l’articolo), rischia un brusco stop della propria carriera politica, proprio per quel lavoro universitario che gli fruttò con lode il titolo di dottore giurista e l’agognato 'Dr.' davanti al nome, di cui in Germania possono fregiarsi solo coloro che completano gli studi con il dottorato dopo la laurea.
L'ACCUSA DI PLAGIO. La Süddeutsche Zeitung ha accusato zu Guttenberg di plagio: «L’ex studente avrebbe utilizzato in molti passaggi del suo lavoro interi paragrafi ripresi da altri autori, senza preoccuparsi di citarli nelle note a piè di pagina. Il professor Andreas Fischer-Lescano, docente di Diritto pubblico all’Università di Brema, che ha scoperto la similitudine del testo del ministro con quelli di altri autori casualmente, in un ordinario controllo di routine, non ha usato mezzi termini e ha parlato di un plagio sfacciato e di una truffa. I punti incriminati scoperti da Fischer-Lescano sarebbero otto, tra cui un brano ripreso dall’edizione domenicale della Neue Zürcher Zeitung e citazioni da alcune riviste di area giuridica».
Dalla tesi di laurea alla dissertazione pubblica
La notizia è piombata nel quartiere governativo di Berlino come una bomba, giacché mette in difficoltà il politico più popolare del momento che, nonostante alcune sventure recenti (leggi l’articolo) resiste in cima alla classifica di gradimento degli elettori.
E, con il passare delle ore, si è gonfiata come una slavina che precipita a valle. «Rispetto ai primi casi emersi», ha proseguito il quotidiano bavarese, «sarebbero poi venuti alla luce nuovi punti, in cui zu Guttenberg attinge ai contributi di altri studiosi, sempre senza citare le fonti: in particolare, plagiati sarebbero anche due ampi capoversi inseriti in due pagine dell’introduzione, i cui autori vengono successivamente citati in una nota a pagina 339 e i cui testi sono poi correttamente inseriti nella bibliografia. Ma i passaggi inclusi nel capitolo introduttivo non vengono indicati in alcun luogo». E, secondo la Saarbrücker Zeitung, ci sarebbe almeno un altro punto sospetto, in cui il ministro avrebbe attinto dai lavori della giurista Martin Nettesheim, anche in questo caso senza nominarla correttamente.
REGOLE SEVERE. Può sembrare un pignolo lavoro di controllo. Ma le regole imposte dalle università sono tassative: non è vietato irrobustire la propria tesi con contributi altrui, ma è obbligatorio citarli correttamente. Ed è poi nota la severità con cui i tedeschi scandagliano la vita dei propri rappresentanti. Un caso del genere, oltre per la curiosità mediatica suscitata da un personaggio che del moderno utilizzo dell’immagine ha fatto uno dei suoi punti di forza politici, rischia di gettare ombre sulla sua professionalità e correttezza.
IL DISCORSO COPIATO. Tanto più che la slavina non è ancora giunta a valle. La
Frankfurter Allgemeine Zeitungha rivelato un ulteriore caso, riferito non alla tesi di dottorato ma alla dissertazione pubblica che il futuro ministro tenne nel 2007. «In quell’occasione», ha scritto la Frankfurter, «zu Guttenberg avrebbe utilizzato per la propria introduzione un articolo pubblicato proprio sul nostro giornale il 27 novembre 1997, a firma della politologa Barbara Zehnpfennig, sul modello americano come esempio per il futuro dell’Europa. L’articolo, ripreso quasi alla lettera, non viene citato in alcun punto direttamente come fonte, ma genericamente inserito nella bibliografia finale».
Zu Guttenberg: «Un lavoro frutto solo del mio sapere»
La tesi di dottorato si compone di 475 pagine, contiene oltre 1200 note a piè di pagina ed è corredata da un’ampia bibliografia lunga quasi 50 pagine. Consegnata nel 2006, venne premiata con il massimo dei voti nel 2007 e, due anni dopo, pubblicata dalla casa editrice di saggistica Duncker & Humblot. L’Università di Bayeruth vuole adesso controllare direttamente le accuse di plagio, affidando in primo luogo l’incarico a un difensore civico interno, il professor Diethelm Klippel, che peraltro era uno dei membri della commissione che esaminò zu Guttenberg.
LA DIFESA DEL MINISTRO. Il ministro ha ribattuto con fastidio alle accuse della stampa, giudicandole astruse e rivendicando sulla stessa Süddeutsche Zeitung di «attendere con grande rilassatezza i controlli che verranno fatti sulla sua tesi, un lavoro che è frutto solo del suo sapere e della sua coscienza». E in suo soccorso è giunto anche il relatore, Peter Häberle, che ha assicurato alla Frankfurter «di aver controllato a suo tempo personalmente ogni passaggio della tesi».
Giovedì, 17 Febbraio 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




3 foto


