LA PROTESTA
Mosca, dispersi attivisti pro Pussy Riot
La sentenza attesa per il 17 agosto.
Si sono riuniti attorno alla cattedrale di Cristo Salvatore, nel centro di Mosca. La stessa in cui una mattina di fine febbraio il gruppo punk -femminista Pussy Riot aveva intonato una preghiera contro il presidente della Federazione russa, Valdimir Putin, che potrebbe costare loro fino a tre anni di carcere.
Il 15 agosto alcune decine di dimostranti, indossando passamontagna sgragianti come le loro muse, hanno circondato la chiesa per chiederne la liberazione Nadejda Tolokonnikova, Ekaterina Samoutsevitch e Maria Alekhina. A causa di quell'inno alla libertà declamato una mattina di primavera attorno a un altare le tre giovani attiviste sono infatti finite sotto processo per teppismo motivato da odio religioso nei confronti del culto cristiano ortodosso. Attualmente in carcere, la sentenza sul loro caso è attesa per venerdì 17 agosto.
SGOMBERO CON LA FORZA. La manifestazione è stata sgomberata con la forza.Nonostante i pochi cartelli presenti inneggiassero alla misericordia e chiedessero la riconciliazione tra credo e libertà. La polizia ha anche fermato tre persone. Mentre i giornalisti presenti per riportare l'evento sono stati costretti a lasciare lo spiazzo. «Dovrebbero essere liberate e lasciate in pace. Tutti sanno che si tratta di una questione politica e non religiosa», hanno protestato i partecipanti.
In tanti nel mondo dell'arte e della musica si sono mobilitati in difesa del complesso punk, a partire dalle regine Madonna e Yoko Ono. si sono seusseguiti, appelli petizioni, video di solidarietà, fino a che qualcuno si è spinto a dichiarare il 17 agosto giornata mondiale per le Pussy Riot.
Mercoledì, 15 Agosto 2012
Mosca, contro Putin migliaia in piazza
06/05/2013 Chiedono la liberazione dei militanti arrestati un anno fa.

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