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Ratzinger, un teologo di rottura

Conosciuto per la sua ortodossia, ha portato il Vaticano su Twitter. Ma l'Arcigay: «Megafono dell'omofobia»È il settimo papa che abdica.

LA BIOGRAFIA

Il mondo è veloce, e «serve vigore per guidare la barca di Pietro». Di questo papa Ratzinger è sempre stato convinto. Tanto da avere affidato questo suo pensiero anche alle pagine dell'ultimo libro-intervista con Peter Seewald. Benedetto XVI diceva: «Quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto e in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi» (Luce del mondo, Editrice Vaticana, pagina 53).
Sono parole pronunciate nel 2010. In tempi non sospetti insomma. E che ora con le dimissioni annunciate l'11 febbraio da Ratzinger, sembrano tirare le fila della vita papale di un pontefice vigoroso ma affaticato.
AFFATICATO DAI SUOI 86 ANNI. Benedetto XVI è il Papa regnante più vecchio dai tempi di Leone XIII. E i suoi 86 anni hanno iniziato a farsi sentire. La sua vita cristiana è stata costellata di tappe importanti. E ruoli chiave nella Curia Romana, nonostante le sue umili origini (nacque a Marktl am Inn nel 1927 da una famiglia di agricoltori della Bassa Baviera). Di certo le brutture della Seconda Guerra mondiale devono aver influito anche sulle sue scelte di fede.
PRETE DAL 1951, POI ARCIVESCOVO NEL '77. Divenne prete il 29 giugno 1951, dopo una laurea in filosofia, un dottorato in teologia con una tesi su sant'Agostino e un'abilitazione all'insegnamento - è stato docente a Frisinga, Bonn, Muenster, Tubinga e Ratisbona - con un'altra tesi su san Bonaventura.
Prima arrivò nel 1977 la nomina ad arcivescovo di Monaco da parte di Paolo VI che nello stesso anno lo fece cardinale. E proprio da cardinale prese parte ai conclavi che nel 1978 elessero sia papa Luciani sia papa Wojtyla.
L'INCARICO CONFERITOGLI DA WOJTYLA. Fu proprio il suo predecessore, papa Giovanni Paolo II a nominarlo nel 1981 Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede,  presidente della Pontificia commissione biblica e della Pontificia commissione teologica internazionale. Poi, dal 1998, è stato anche vice decano del Collegio cardinalizio.
Ratzinger è stato anche presidente della Commissione per la preparazione del catechismo della Chiesa Cattolica nel periodo 1986-1992 ed è stato insignito della Laurea ad honorem in Giurisprudenza presso l'università Lumsa di Roma.

L'ortodossia che lo ha fatto diventare spesso scomodo

Ratzinger, da sempre ha messo in evidenza la sua figura di teologo che lo ha fatto amare dal cattolicesimo più ortodosso. Il mondo laico, invece, ha spesso criticato le posizioni del pontefice, ritenute spesso eccessivamente dogmatiche. 
E questa dicotomia l'ha portata con sè anche quando, il 9 aprile 2005, ha dovuto prendere sulle sue spalle l'enorme peso di condurre la Chiesa nel nuovo millennio succedendo a Giovanni Paolo II. 
UNA FIGURA DI APPARENTE ROTTURA. Wojtyla e Ratzinger erano due figure all'apparenza completamente diverse e, per certi versi, la successione di Benedetto XVI in Vaticano rappresentava una forte rottura con tutto quello che in quegli anni era diventato il vicario di Cristo in terra. 
Per Ratzinger si è trattato di un'eredità difficile, soprattutto per la sfida importante di riuscire a mantenere unita la Chiesa, portando avanti da una parte gli sforzi di Wojtyla (da sempre vicino alla gente) ma senza prescindere dalla necessità - ora più che mai imperante - di dare un indirizzo deciso alla fede cristiana in un un mondo pieno di incertezze e conflitti.
Il primo passo fu la scelta del nome: Benedetto XVI. L'ultimo ad avere scelto questo nome era stato Benedetto XV, il Papa della Grande Guerra. Anche lui, come Ratzinger, era stato un 'uomo di Stato', arrivato al papato dopo esser stato nunzio Apostolico in Spagna e segretario di Stato Vaticano ed era diventato, negli anni, l'anello di congiunzione nei rapporti diplomatici difficili della Chiesa con le grandi potenze europee nel primo Dopoguerra.
LA RICERCA INCESSANTE DELLA PACE. Una scelta, quella del nome, che ha segnato la prima, e vera, ambizione del papato di Ratzinger: la ricerca delle pace.
Poi, certo, è arrivato anche il momento di pensare al resto. Al futuro, ai giovani, e ai nuovi modi di comunicare. E anche qui Ratzinger ha fatto la sua rivoluzione. Prima ammorbidendo la sua figura apparentemente più distante e raccogliendo l'eredità di Giovanni Paolo II con le Giornate mondiali della Gioventù. Infine, il desiderio di un evangelizzazione globale, capace di conquistare tutti i mezzi di comunicazione e sfruttare ogni canale per far 'passare' a tutti la parola di Dio.
LO SBARCO SU TWITTER. Così è arrivato il suo sbarco su Twitter, con tutto l'impegno e lo sforzo che un pontefice di 86 anni può mettere in questa nuova avventura. Che non muore ora con la fine del suo papato. Anzi, rimane un'altra delle sue importanti eredità. Così come lo è questa sua 'rivoluzione' insita nella scelta di abdicare perché non più capace di garantire alla sua missione il vigore e la forza di che vengono richieste a un pastore vicario di Cristo sulla terra.
LA SUA VITA IN UN FILM. Ora la vita di Joseph Ratzinger si appresta a diventare un film. Un film su Papa Ratzinger. H & V Entertainment e Peter Weckert daranno vita a una produzione internazionale. Alla sceneggiatura sta lavorando Peter Seewald, già autore de La luce del mondo, il libro intervista al Papa pubblicato nel 2010.
Weckert ha già prodotto nel 2011 un documentario dal titolo Francesco e il Papa, la storia di un giovane corista che viene selezionato per eseguire un assolo di fronte al Santo Padre. Il team aveva accompagnato e filmato i viaggi di Benedetto in Africa e in Israele.

Lunedì, 11 Febbraio 2013


Commenti (1)

mal 11/feb/2013 | 14:45

Che nostaligia
Il modo semplicciotto e acritico di vedere il mondo da parte di questo articolo mi ha riportato ai tempi in cui leggevo "il Giornalino". Per questo lo avete pubblicato? Commossamente ringrazio.

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