Roberto Mancini, gli scivoloni di un tecnico inadeguato

Dallo scontro con Sarri alle liti post-derby: il tecnico è isterico e fuori controllo. In rotta con tifosi, stampa e persino amici storici. Il vero male dell'Inter è lui.

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01 Febbraio 2016

Per capire quanto in basso si sia spinto il gradimento di Roberto Mancini presso la tifoseria nerazzurra, basti dire che la sera del derby su Twitter qualcuno rimpiangeva l’Innominabile: Walter Mazzarri.
Cioè l’allenatore più detestato dall’Interismo, l’uomo che nel corso di un campionato e un pezzetto s’era attirato addosso la detestazione unanime di un popolo tifoso, che aveva fatto di lui il capro espiatorio di un periodo da depressione profonda. Il perfetto Malaussene.
Ebbene, da domenica sera, dopo il disastro perfetto realizzato nel derby milanese, persino il tecnico di San Vincenzo s’avvia a essere rivalutato nel confronto col Roberto Mancini attuale.
IL PUNTO DEBOLE DELL'INTER È LUI. E non solo perché l’allenatore interista in carica non è riuscito nella scorsa stagione a raddrizzare la rotta (ciò per cui era stato chiamato), o perché sta bruciando un’occasione irripetibile durante quella in corso.
Ciò che più disorienta e sconforta è la perdita di controllo della situazione, e la certezza che il punto debole dell’Inter attuale sia proprio lui. L’allenatore meglio pagato della serie A (4 milioni a stagione), ormai impegnato a litigare col mondo intero.

 

  • Il dito medio di Mancini ai tifosi in occasione del derby.

Il crollo verticale della squadra

Al termine di un orribile mese di gennaio l’Inter è scivolata dal primo al quarto posto, accumulando un distacco di nove punti dal Napoli e sette dalla Juventus: quanto basta per dire che per i nerazzurri la corsa verso lo scudetto si è già fermata quando ancora manca alla fine quasi mezzo campionato.
Cifre drammatiche. A cui va aggiunta la considerazione che senza l’accesso alla Champions, che a questo punto dovrebbe passare per il complicato playoff agostano, i conti economici del club nerazzurro diverrebbero esiziali.
TECNICO FUORI CONTROLLO. In condizioni del genere sarebbero richiesti nervi saldi a tutti, a cominciare da un allenatore che per di più si è ritrovato a gestire un gruppo molto rinnovato ma impossibilitato a fare un periodo di rodaggio. Bisognava ottenere tutto e subito.
Purtroppo, quel “tutto e subito” è stato soltanto “tutto e presto”. L’Inter di Mancini non è arrivata nemmeno a Natale, e la sconfitta in casa contro la Lazio maturata prima della sosta è stata l’inizio di un crollo avvenuto in modo repentino.
Il suo tecnico, anziché governare una situazione che necessitava di controllo e personalità, è stato il primo a essere travolto.

 

  • La lite tra Mancini e Mikaela Calcagno.

Una gestione discutibile del gruppo

Ma se oggi gli interisti giungono a rimpiangere Mazzarri non è soltanto per la crisi di risultati.
C’è che in una squadra andata ben oltre la crisi di nervi, il primo fattore d’isteria è proprio l’allenatore. Che sin dall’inizio ha mostrato uno stile discutibile nella gestione dei singoli e del gruppo (cosa che del resto aveva già palesato nelle precedenti esperienze da allenatore), arrivando al culmine di dire che lui «a 50 anni» certi gol sbagliati dai suoi attaccanti li avrebbe fatti.
E poi ci sono le cadute di stile con ripercussioni pubbliche sull’immagine non soltanto personale, ma dell’intera società nerazzurra.
CONTRO TIFOSI E GIORNALISTI. Della querelle col tecnico napoletano Maurizio Sarri s’è abbondantemente scritto, con un fiorire di opinioni diverse a proposito di ragioni e torti. E tuttavia, al di là delle posizioni diverse, un dato era rimasto indiscusso: che Mancini avesse denunciato pubblicamente un collega per il modo ruvido d’esprimersi.
Il che determinava una conseguenza: che da quel momento in poi lo stesso Mancini dovesse essere un esempio d’irreprensibilità, in materia di espressività e gestualità. E invece cosa fa alla prima occasione? Mostra i dito medio ai contestatori mentre torna verso gli spogliatoi dopo un’espulsione. E in tivù accusa una giornalista di dire «stronzate» solo perché sostiene una tesi a lui sgradita.

 

  • La polemica con il tecnico del Napoli Maurizio Sarri.

Le scuse arrivano troppo tardi

Scivoloni imperdonabili per chiunque, ma ancor più per lui dopo lo scontro con Sarri. Tanto più che sulle prime il tecnico interista ha persino rifiutato di scusarsi per il gesto rivolto al pubblico.
A sollecitare le scuse era stato l’amico Ivan Zazzaroni dagli studi della Domenica Sportiva. Un assist per consentirgli di mettere un argine alla piena. E invece niente, lui è andato dritto sostenendo che il pubblico dovrebbe smetterla d’insultare.
Le scuse sono arrivate soltanto a mezzanotte e trentanove, via Twitter. Troppo tardi, in tutti i sensi.
SCINTILLE CON MIHAJLOVIC. E il tutto va accompagnato da un’ulteriore considerazione: il tecnico nerazzurro sta rischiando di alienarsi pure gli amici storici.
Domenica sera è toccato a Zazzaroni, il giorni prima a Sinisa Mihajlovic, avversario del derby, accusato di parlare troppo.
Brutti segnali, che una volta di più danno l’idea dello stato di tensione.
Quanto basta per dire che Mancini sia palesemente unfit per l’enormità della sfida richiesta.

 

Twitter @Pippoevai

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