Roma 2024, Idem: «Irresponsabile è dire no»

Una decisione «già scritta». E presa «senza leggere attentamente il dossier Coni». Il veto di Raggi sui Giochi è «un'opportunità persa». L'ex campionessa olimpica e ministro a L43.

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22 Settembre 2016

A Roma 2024 ci teneva. Ma forse aveva smesso di crederci da un po'.
Josefa Idem di Olimpiadi ne ha vissute otto in prima persona. Sei con la divisa azzurra (le prime due con quella della Germania Ovest, ndr), ma mai una in Italia.
E alla nascita del progetto Roma 2024 aveva assistito da ministro del governo Letta, il primo a dire 'sì' al Coni, seguito poi dall'esecutivo targato Renzi.
L'ex canoista plurimedagliata ai Giochi non ha dubbi: «Le Olimpiadi sono un'opportunità», e gettarle via è stato un errore. Nella sostanza e nel metodo.
Una posizione molto critica nei confronti della sindaca di Roma Virgina Raggi e della sua amministrazione, che il 21 settembre ha ufficializzato il 'no' al progetto bollando come «irresponsabile» una candidatura.

 

  • Josefa Idem, ex canoista e ministro (©Getty).

 

DOMANDA. La decisione di Raggi l'ha delusa?
RISPOSTA.
Ovviamente vedevo di buon occhio l'Olimpiade a Roma. È il sogno di tutti gli atleti. Ma questa decisione era nell'aria, e allora mi viene da fare una riflessione politica.
D. Prego.
R.
Stiamo parlando di un impegno che il Coni aveva assunto dopo un voto favorevole del Comune di Roma, quasi all'unanimità. Sono stati spesi dei soldi ed è stato fatto tanto lavoro. Ora è tutto sprecato. Bisogna finirla con questo atteggiamento per cui uno fa una cosa e chi arriva al potere subito dopo fa il contrario.
D. L'amministrazione e la maggioranza, però, sono cambiate. 
R.
Ma il progetto non lo conoscono. Il dossier è stato visionato in tre ore, la notte prima dell'incontro fissato con Malagò. Stiamo parlando di un dossier preparato in 18 mesi e analizzato in tre ore. Mi sembra una valutazione superficiale.
D. Secondo lei c'è stato scarso interesse da parte dell'amministrazione comunale?
R.
Non hanno dato l'opportunità di spiegare il progetto. Hanno fissato un appuntamento e non si sono presentati. Questa è mancanza di rispetto. E poi c'è un'altra cosa da sottolineare.
D. Quale?
R.
Malagò aveva chiesto lo streaming e hanno rifiutato. Pur essendo un Movimento che parla di trasparenza e chiede lo streaming di tutti gli incontri. Questi sono comportamenti che sono sempre stati criticati, e ora proprio loro, che dicono di voler cambiare il Paese e la politica, li prendono a modello?
D. Ma alla fine l'Olimpiade sarebbe stata un buon affare?
R.
Sarebbe stata un'opportunità per il Paese, per la città e per lo sport. Lo sport è sempre secondario in Italia. Faccio politica da anni, ormai, e trovo sempre una grande difficoltà a inserire lo sport tra i temi di discussione primari.
D. Perché è così importante occuparsi di sport?
R.
Per gli atleti, ma anche per le infrastrutture che restano alla città e alla cittadinanza. E che generano lavoro e occupazione.
D. Per Raggi, però, dire 'sì' a Roma 2024 sarebbe stato irresponsabile.
R.
Intanto lei potrebbe anche dover rispondere di una richiesta di risarcimento già annunciata da Malagò. Poi avrei anche potuto condividere la sua posizione in presenza di presupposti diversi.
D. Quali?
R.
Se la sua decisione fosse stata il frutto di una valutazione seria, se ci fosse stato uno studio di sistema vero che arrivasse alla conclusione dell'insostenibilità del progetto. Invece loro (il M5s, ndr) avevano deciso ancora prima di mettersi a leggere il dossier.
D. E cosa si sono persi?
R.
Roma avrebbe avuto dei vantaggi in termini di impianti sportivi senza dover spendere un centesimo. Hanno buttato via tutto senza nemmeno rifletterci. Irresponsabile è questo.
D. Non avranno preparato un studio di sistema, ma Raggi ne ha citato uno sui costi e i budget sforati dalle precedenti edizioni dei Giochi.
R.
Che ci sia stata in passato una certa megalomania legata alle Olimpiadi con spese eccessive non lo nega nessuno. Nemmeno il Cio, che infatti si è dotato di nuove regole e ha fissato un tetto di spesa. L'Italia si sta dotando di un nuovo codice degli appalti. Ostinarsi a leggere il futuro basandosi sul passato, mentre il presente si sta dando regole diverse, è sbagliato.
D. Molti fanno notare che quando fu Monti a dire 'no' a Roma 2020 le reazioni furono diversi.
R.
Quando Monti disse 'no' la situazione del Paese era diversa, il Cio non si era ancora dato nuove regole anti-sprechi e non c'era un governo che si stava impegnando a fondo per fare pulizia nell'assegnazione degli appalti. Gli strumenti non erano gli stessi di oggi.
D. Per Malagò, con il naufragio di Roma 2024 l'Italia è destinata ad attendere molto per potersi ricandidare. Lei pensa ci sarà un'altra chance a breve?
R.
Sono molto scettica. Pensiamo di fare “al lupo al lupo” e di non perdere credibilità? Se l'Italia dovesse impegnarsi di nuovo, anche con l'appoggio della città da candidare, chi garantisce al Cio che poi le cose non cambieranno il giorno dopo?
 

Twitter @GabrieleLippi1

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