Legittimo referendum

Che cosa prevede il quesito del 12 e 13 giugno.

di Fabio Chiusi

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04 Maggio 2011

Tra i quesiti del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno, oltre al nucleare e all'acqua, c'è il legittimo impedimento. Una legge licenziata dal parlamento tra febbraio e aprile 2010 e corretta dalla Corte costituzionale a gennaio 2011 che, per 18 mesi dall'approvazione, consente al presidente del Consiglio o a un ministro imputato di giustificare la propria assenza a un processo che lo riguardi. E che l'Italia dei Valori, promotrice dell'iniziativa referendaria, intende sottoporre al vaglio del giudizio popolare.
OLTRE 500 MILA FIRME. Le oltre 500 mila firme valide raccolte tra maggio e luglio 2010 testimoniano che il tema, ricondotto dalle opposizioni nell'ambito più vasto delle leggi ad personam promosse da Silvio Berlusconi, è degno di consultazione referendaria, come stabilito anche dalla Consulta.
Ma il motivo di imbarazzo riguarda i partiti di opposizione, dato che la paternità della norma appartiene all'Udc. La sua parziale bocciatura da parte della corte aveva fatto ipotizzare che il quesito avesse perso la sua ragione d'essere, ma è stata la cassazione a dichiararlo ammissibile con una ordinanza emessa il 3 aprile 2011. Ma che cosa dice la legge, prima e dopo le modifiche ricevute? Che cosa si propongono di ottenere i promotori del referendum? E, da ultimo, qual è la posta politica in ballo?

Cos'è il legittimo impedimento

Il guardasigilli Angelino Alfano (foto Ansa).

Il guardasigilli Angelino Alfano (foto Ansa).

La legge concerne «Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza». La norma nella sua versione originaria è stata approvata da Camera e, grazie a due voti di fiducia, Senato, e prevede il rinvio dei processi per il presidente del Consiglio e i ministri ogni volta lo richiedano. Sempre che la richiesta di legittimo impedimento sia motivata dal «concomitante esercizio di una o più attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti», «delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività coessenziale alle funzioni di governo».
Secondo il comma 4 dell'articolo 1, il rinvio può essere anche continuativo, per un periodo non superiore a sei mesi. Tuttavia, nel periodo di congelamento dei processi «penali in corso in ogni fase, stato o grado», il corso della prescrizione rimane sospeso.
SERENO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI. L'articolo 2 specifica invece la finalità ufficiale del provvedimento: «Consentire al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla costituzione e dalla legge».
Per le opposizioni, al contrario, si tratta semplicemente di fornire un salvacondotto giudiziario temporaneo a Berlusconi per i suoi processi a Milano dopo la bocciatura del lodo Alfano (ad ottobre 2009) e nell'attesa dell'approvazione di un lodo costituzionale. Di cui tuttavia si sono al momento perse le tracce.

Le modifiche imposte dalla Consulta

Il legale inglese David Mills.

Il legale inglese David Mills.

E sono stati proprio i giudici milanesi a chiedere alla Consulta di pronunciare l'incostituzionalità del testo sul legittimo impedimento. Richiesta che tuttavia è stata soddisfatta il 13 gennaio solo in parte e in un clima politico tesissimo, con l'allora ministro della Cultura, Sandro Bondi, che ebbe a dichiarare: «Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico».
DECIDE IL GIUDICE. Eppure il legittimo impedimento non è stato cancellato dalla sentenza della Corte. Almeno nella forma. Nella sostanza le modifiche sono state di rilievo. Bocciata l'idea del rinvio continuativo, per irragionevole sproporzione tra diritto di difesa ed esigenze della giurisdizione. Bocciato anche l'affidamento del rinvio su semplice richiesta del presidente del Consiglio o dei ministri interessati: la valutazione è rimessa al giudice. Il che significa che l'autorità giudiziaria ha la facoltà di opporsi alla volontà dell'imputato, e imporre la prosecuzione del dibattimento.
RIPARTITI I PROCESSI DEL CAV. I processi del Cavaliere, di conseguenza, sono ripartiti. Mettendo nuovamente in moto le accuse per i costi gonfiati dei diritti televisivi di Mediatrade, la corruzione giudiziaria del legale inglese David Mills, la frode fiscale Mediaset e le più recenti, prostituzione minorile e concussione, per il Rubygate. Ma Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, non è rimasto comunque soddisfatto: «Il referendum è l'unica arma a disposizione dei cittadini per bocciare una legge ancor più illegittima, perché lo dice la Corte costituzionale, ma soprattutto è immorale», ha tuonato.
Nonostante l'intervento della Corte sulla norma originaria, il quesito referendario è stato ritenuto ammissibile, seppure riformulato «alla luce della sentenza della Consulta che lo aveva dichiarato parzialmente incostituzionale».

Il quesito referendario e il suo significato politico

Antonio Di Pietro.

(© Ansa) Antonio Di Pietro.

A giugno i cittadini risponderanno dunque al seguente quesito: «Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 2 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante 'disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?'». Votando «sì» la legge sul legittimo impedimento sarà cancellata, un «no» invece la confermerebbe nella sua versione attuale.
La partita è politica. Per l'Italia dei Valori «il referendum sarà un plebiscito a favore o contro la permanenza di Berlusconi al governo: l'occasione giusta per mandarlo a casa e nelle aule di tribunale dove lo aspetta la giustizia».
Il falco berlusconiano Giorgio Stracquadanio, invece, minimizza: «I referendum finora sono andati tutti deserti perché convocati su temi che interessano solo una parte del ceto politico o che sono strumentalmente agitati da giustizialisti alla Di Pietro».
L'INTRECCIO COL NUCLEARE. Immancabili le polemiche, intrecciate a quelle sul dietrofront del governo sul nucleare, che rischia di cancellarne il relativo quesito, e sulla possibilità di un blitz in extremis per annullare anche quello sull'acqua
La tesi è bipartisan: si parla di nucleare per parlare di legittimo impedimento. Ma per l'opposizione il tentativo del governo è di disinnescare il quesito sul primo per evitare che una partecipazione massiccia, magari sull'onda emotiva dei fatti di Fukushima, porti al quorum anche il secondo. Per la maggioranza, in senso uguale e contrario, il trucco dei referendari è spingere sul nucleare con il solo fine strumentale di ottenere un voto contro Berlusconi sul legittimo impedimento.
SCONTRO MEDIATICO. Di mezzo c'è lo scontro sulla sottoesposizione mediatica dei quesiti. Che secondo Emma Bonino, dei Radicali, rientra in un progetto quarantennale di zittire la volontà popolare. E che si è arricchito della polemica sulla liberatoria firmata per il concerto del primo maggio, con annesso divieto di parlare di referendum dal palco romano di piazza San Giovanni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

wevangelion 11/giu/2011 | 16 :43

Scadenza a sei mesi??
Buongiorno a tutti, non studio legge quindi non ho i mezi adeguati per capire a fondo questi nuovi articoli. Tuttavia ho un dubbio! L'Art. 1, comma 4 recita: "Ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi." Fin qua sembrerebbe tutto chiaro, e qualora servisse per "garantire il sereno svolgimento delle funzioni [...]" sarei d'accordo. Ma ho un dubbio sul termine dei sei mesi. Cio' cosa significa? Ipoteticamente allo scadere dei sei mesi l'imputato potrebbe presentarsi in aula alla prima udienza, alla seconda rievocare il legittimo impedimento e cosi' via. O sbaglio? In questo modo sarebbe permesso alle piu' alte cariche dello stato di compiere reati e non essere puniti, almeno fino alla scadenza della carica..

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