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Politica 

DOPO PONTIDA

La bufala di Monza

Perché la sede dei ministeri leghisti non sarà Villa Reale.

di Fabio Chiusi

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Umberto Bossi ne è certo: il decentramento dei ministeri si farà. Dal 'sacro prato' di Pontida ha ribadito che la sede, almeno per Riforme e Semplificazione normativa (ma nel mirino c'è pure l'Economia), sarà Villa Reale a Monza. Il tutto a costo zero: il sindaco Marco Mariani ha affermato dal palco che darà la disponibilità degli spazi necessari a titolo gratuito. A conferma, davanti alla folla acclamante ha consegnato la targa dei ministeri decentrati a Bossi e a Roberto Calderoli. Con tanto di chiavi.
MA I PIANI SONO ALTRI. Eppure l'operazione non sarà affatto così semplice. Non solo per la netta contrarietà delle forze di opposizione e perfino interne alla maggioranza: il progetto, infatti, contraddice quello, messo a punto negli ultimi due anni e in fase di definizione il prossimo 6 luglio, di affidare la gestione della parte centrale della villa a privati.
Un piano da 110 milioni di euro che vede coinvolti diversi soggetti istituzionali, con un bando già aggiudicato che non fa alcun riferimento al decentramento ministeriale. Previsto, invece, un intervento di 18 milioni di euro da parte della Regione Lombardia per portare a termine un obiettivo che sembra contrastare in modo ineludibile con la fretta del Carroccio: il restauro proprio dei locali che dovrebbero ospitare al più presto i ministeri decentrati.

Il bando: 8,4 milioni per 22 anni di gestione

Mariani e Bossi a Pontida hanno fatto il passo più lungo della gamba. Per comprenderlo bisogna spiegare la polemica che circonda la sistemazione della Villa da quando, due anni or sono, si è deciso di affidarla a privati tramite bando europeo.
Inizialmente era previsto che il vincitore potesse gestire i 9 mila metri quadri, più il cortile interno, per 30 anni con l'investimento di 5 milioni di euro e pagando un affitto di 30 mila euro annui.
Una decisione che scatenò l'opposizione locale e i comitati cittadini sorti all'occorrenza. Si decise così di cambiare la forma, ma non la sostanza: l'esborso salito a 8,4 milioni, la gestione accorciata a 22 anni, l'affitto lievitato, si fa per dire, a 60 mila euro.
IL BANDO È ASSEGNATO. La Villa è comproprietà di tre enti: il Comune di Monza, la Regione Lombardia e il demanio. Ma, per la sua riqualificazione, è stata data in gestione a un consorzio che comprende anche il Comune di Milano e, a breve, la provincia di Monza e Brianza. Tutti insieme hanno dato mandato a Infrastrutture Lombarde, una società della Regione, di formulare un bando per la cessione temporanea a privati. Che ad aprile è stato vinto da un'associazione temporanea d'impresa costituita da Italiana Costruzioni di Roma, Malegori Srl e Na.gest Srl.

«Il sindaco non può decidere da solo»

E qui sorge il primo problema per la Lega: «In questo bando», ha spiegato a Lettera43.it Bianca Montrasio, del gruppo 'La Villa Reale è anche mia', «non è previsto assolutamente l'insediamento di uffici ministeriali». Non solo: se è vero che «il sindaco di Monza è il presidente del consorzio, è altrettanto vero che non può decidere da solo». Perché sono coinvolti diversi soggetti. E perché a metterci il denaro è la Regione. Che, è lecito dunque immaginare, non intenda farsi sorpassare dal furore decisionale di Mariani, Bossi e Calderoli.
ENTRA IN GIOCO LA PENALE. Tanto più che il 6 luglio le parti firmeranno la convenzione che formalizza il passaggio a privati. «Da allora non sarà possibile fare passi indietro senza pagare una penale». A meno che non si voglia bloccare il bando. Risultato a cui Montrasio punta da tempo, anche attraverso le firme di «tanti cittadini di destra e della Lega». 
Un'ipotesi che la Regione non prende nemmeno in considerazione. Come confermato a Lettera43.it da fonti interne al Pirellone, «il progetto su Villa Reale era stato deciso molto prima, e quindi va avanti. Se mai dovesse esserci l'insediamento di qualche ministero, Bossi e Calderoli dovranno pagare». Insomma, «due progetti totalmente diversi». Il primo formalizzato e avviato. Il secondo, al momento, è poco più di una manciata di parole lanciate da un comizio di partito. La decisione di Mariani, in conclusione, non è proprio piaciuta. Del resto, «non ha consultato nessuno». 

Nella Villa previsti negozi e sale per convention

Ma, formalità a parte, resta un secondo rompicapo: dove sistemare i ministeri? La Villa è suddivisa in tre parti. Per quella centrale, che sarà affidata a privati per i prossimi 20 anni, la destinazione immaginata è tutto fuorché l'alta rappresentanza istituzionale. Il bando prevede la «presentazione di marchi», ha detto Montrasio, «convention aziendali, attività di svago e commerciali». A meno che la Lega abbia in mente di affiancare dei negozi agli uffici ministeriali, il progetto sembra irrealizzabile.
I PRIVATI PENSANO AI PROFITTI. Tanto più che l'idea, per quanto balzana, non è affatto priva di costi. «Dalla lettura del piano finanziario allegato al bando», ha spiegato il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Roberto Scanagatti, «risultano ricavi dalle attività svolte al primo e secondo piano del corpo centrale per circa 1,1 milioni annui». Non solo: «Al piano terra gli spazi commerciali sarebbero affittati per 200 mila euro, mentre all'ultimo piano, nel Belvedere, è previsto un ristorante. Con ricavi per 500 mila euro».
Se poi si dovesse realizzare il paradosso dell'affitto da parte dei privati allo Stato le cifre di certo lieviterebbero. Perché i privati vorranno trarne ragionevole profitto. Nella sintesi del Consigliere regionale Pd Pippo Civati, «toccherà pagare, quindi».

L'ala sud e l'appartamento di Umberto I

Non resta che ipotizzare un posizionamento in una delle due ali rimanenti. Ma quella sud è di proprietà del demanio, che ha recuperato l'unica zona museale della struttura, l'appartamento di Umberto I. Niente a che vedere con quell'Umberto, naturalmente. Ma non è pensabile che le stanze ministeriali si insedino al suo fianco: «Lo stesso ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, non potrebbe essere d'accordo», ha spiegato Montrasio. Senza contare, ha aggiunto Scanagatti, che «anche la parte sud sarà oggetto di una gestione separata».
SERVE COMUNQUE UN ANNO. Quanto all'ala nord, ospita una chiesa, un nucleo dei Carabinieri e il teatrino di Villa Reale. I ministeri non potrebbero trovare ospitalità nemmeno presso le stanze restanti: non basterebbero. E in ogni caso andrebbero interamente recuperate, perché in completo abbandono. Come del resto quelle della porzione centrale. Tempo previsto? Almeno un anno. Del resto, se non servisse il restauro verrebbe meno il senso stesso dell'affidamento a privati, voluto proprio dal sindaco Mariani.
COME IL SIGNOR TREVI. Da ultimo, a problema si aggiunge problema. Perché «ci dovrebbero essere strutture annesse e connesse al ministero», ha affermato Montrasio, «e dal punto di vista delle dotazioni strutturali, sia per le strade sia per quella alberghiera, Monza non è la città più adatta».
E l'annuncio di Pontida? «Mariani sembra il signor Trevi che vendeva la fontana», ha ironizzato Scanagatti. E le chiavi affidate a Bossi? «Chiederemo formalmente al sindaco di farsele ridare e restituirle al custode. Perché, finita la sceneggiata, si ricomincia a lavorare».

Lunedì, 20 Giugno 2011


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Roberto Calderoli, Umberto Bossi e Roberto Maroni sul palco di Pontida.

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Commenti (1)

renato 21/giu/2011 | 01:25

ma la targa non è sbagliata?
certo che questi leghisti dovrebbero un po imparare il modo di comunicare
esempio la targa che sventola il lumbard calderoli recita: ministro per le riforme ,quindi se quella targa si presume sia da attaccare all'esterno cdella villa REALE dovrebbe recitare:ministero delle riforme o semplificazione come diavolo si chiama quell'inutile ministero presieduto dal lumbard caldrrost

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