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Politica 

FINANZIARIA

Liberalizzazione degli ordini? La Casta dice no

Ma Fitto: «È stata raggiunta l'intesa tra maggioranza e governo».

Mancano poche ore all'approvazione della manovra finanziaria, ma la fretta sta provocando i mal di pancia di alcuni parlamentari del Popolo della Libertà che fanno gli avvocati e i notai. Compatti, nonostante la scelta del governo mettere la fiducia, stanno raccogliendo firme per protestare contro la manovra da domani al voto del Senato (al momento sarebbero circa un'ottantina).
FITTO ANNUNCIA CHE E' STATA TROVATA LA QUADRA. Eppure in serata sembra essere stata trovata la quadra. «È stata raggiunta l'intesa tra maggioranza e governo sull'emendamento relativo alla liberalizzazione delle professioni». Ha detto il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, lasciando lo studio del presidente del Senato Renato Schifani mercoledì 13 luglio dove sono rimasti i ministri Giulio Tremonti e Paolo Romani, insieme al relatore della manovra correttiva Gilberto Picchetto Frattin per gli ultimi ritocchi e per definire il nuovo emendamento sugli ordini professionali.
Il punto, l'articolo 39-bis potrebbero essere saltato, perchè proprio non era stata digerita perchè riguardante la liberalizzazione delle professioni: «Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, il testo» assicura un avvocato del Pdl «non la voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti». «Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore. Non mi sembra materia da inserire in un decreto» attacca l'avvocato-ministro della Difesa Ignazio La Russa.
PREOCCUPANO I DOPPI INCARICHI. A preoccupare molti parlamentari del Pdl è anche un emendamento firmato dai capigruppo dell'opposizione al Senato che prevede l'incompatibilità di cariche, l'equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e cambiamenti nel sistema dei vitalizi. Per quanto riguarda quest'ultimo tema l'emendamento specifica: «Gli uffici di presidenza delle due Camere adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente».

Mercoledì, 13 Luglio 2011


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