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Chi fa affari con la Casta
Appalti milionari a Montecitorio.
di Gabriella Colarusso
La golden share spetta di sicuro a lui, Mr. Sergio Scarpellini, l'imprenditore affittaCamere che solo nel 2010, per dare in locazione ai deputati di Montecitorio gli immobili dove risiedono i loro uffici, quelli di palazzo Marini, ha ricevuto più di 33 milioni di euro, come risulta dai documenti forniti alla radicale Rita Bernardini dalla stessa Camera dei deputati.
SCARPELLINI, IL RE DELLA CAMERA. Alla Milano 90 srl di Scarpellini, però, Montecitorio non ha pagato solo gli affitti per gli uffici, che comprendono le spese di pulizia, ma anche più di 1 milione e 200 mila euro per il «presidio antincendio e il pronto intervento impiantistico notturno e festivo», oltre 1 milione e 300 mila per «il presidio diurno e pronto intervento».
Ma non basta. A rimpinguare le casse dell'immobiliarista romano c'ha pensato anche il Senato della Repubblica con 2 milioni e 435 mila euro d'affitto per l'immobile di via S. Chiara 5, per il periodo che va dal primo febbraio 2010 al 31 gennaio 2011. Un anno di locazione a un prezzo di favore, non c'è che dire.
Scarpellini è finito nel mirino di Spidertruman, l'anonimo ex precario di Montecitorio che sta facendo impazzire la Rete, divisa tra apocalittici (bisogna credergli?) e integrati (un eroe, il nuovo Assange) e disperare il Palazzo.
Ma a fare affari con la Casta non è solo Scarpellini. Spulciando nei conti della Camera dei deputati, si capisce bene la corsa delle aziende ad accaparrarsi gli appalti di Montecitorio.
Dalla Molajoni alla Titano, le imprese preferite dai deputati
La Molajoni spa, per esempio, per la manutenzione preventiva, programmata e straordinaria della sede e l'acquisto di attrezzature anticendio, ha guadagnato nel 2010 1 milione e 309 mila euro.
Ma i deputati di Montecitorio non devono essersi fidati molto della capacità dell'azienda di mettereli al riparo da eventuali incendi, se è vero, come è vero, che gli interventi sugli impianti idrici li hanno appaltati ad altre aziende, insieme a quelli sull'illuminazione d'emergenza, a una generica «fornitura di apparati e dispositivi» per un totale di 1 milione e 367 mila euro. A beneficiarne, quattro aziende: la Saccir Spa, la 3m Elettrotecnica, la Titano edilizia e la ditta di Luigi Amatucci. Imprese i cui nomi rispuntano anche in altri settori e per altri appalti.
Nel 2010, la ditta Amatucci ha avuto in appalto dalla Camera lavori per 59mila e 325, fanno sapere dall'azienda. Dal 2007 al 2011, invece, per i lavori di manutenzione e cablaggio per la trasmissione dati nelle sedi della Camera dei deputati, Amatucci ha ricevuto 226.202,88 euro all'anno. La 3m Elettrotecnica, invece, oltre agli interventi anticendio e di sicurezza, dalla Camera si è anche aggiudicata i lavori di condizionamento: manutenzione degli impianti elettrici per un totale di quasi 1 milione 500 mila euro.
OLTRE DUE MILIONI ALLA SACCIR. La Saccir spa si è portata a casa, invece, ben 2 milioni e 350 mila euro per la «conduzione e manutenzione degli impianti termotecnici idrico sanitari e antincendio ad acqua», oltre a 780 mila euro per interventi di «installazione, bonifica al di fuori del presidio».
La Titano edilizia srl invece, per le opere di manutenzione ed edili dei due lotti della Camera, si è aggiudicata 1 milione 917 mila euro. C'è poi la Telecom, che dal Palazzo, per servizi di varia natura - audio, video e impianti elettrici - ha ricevuto poco meno di 1 milione di euro.
Ma a Montecitorio, si sa, tutto costa. Anche il facchinaggio. E così al Consorzio laziale cooperative (Co.La.Coop), come da preventivo 2010, è andato 1 milione e 535 mila euro per i servizi di facchinaggio nelle sedi della Camera.
Dalle news alla carta, chi guadagna col Palazzo
Almeno sulla carta, però, si pensava di poter risparmiare, visto il piano e-gov di Renato Brunetta che avrebbe dovuto digitalizzare tutta la pubblica amministrazione, Montecitorio compreso, entro il 2012. E però, a quanto pare, alla Camera dei deputati hanno ancora molto bisogno delle tipografie.
Agli stabilimenti tipografici di Carlo Colombo spa sono andati, nel 2010, 9 milioni e 650 mila euro, per composizione, stampa, consegna, conservazione, raccolta, e - compito oneroso - «inserimento su siti web di atti e documenti parlamentari». E, infine, il capitolo informazione. Per stare sulla notizia, i deputati spendono più di 1 milione e 800 mila euro: è questo il costo dell'abbonamento alle agenzie di stampa. Per l'assistenza informatica, invece, l'Agile srl ha guadagnato dalla Camera più di 1 milione e 180 mila euro.
CONSULENZE D'ORO. C'è poi il capitolo consulenze, alcune delle quali, quelle per la sicurezza sul lavoro, obbligatorie e affidate principalmente alle università. Ma ci sono anche consulenze giuridiche, come quella che dal dicembre 2008 al dicembre 2010 ha svolto lo studio Puoti per 101.836 euro; quelle sui sistemi di distribuzione dei segnali audio per la diffusione acustica nell'aula del professor Giovanni Iacovitti, che in un anno ha guadagnato 48 mila euro, o la consulenza artistica dell'architetto Cristina Mazzantini sugli aspetti artistici e architettonici delle attività dell'amministrazione, che da gennaio 2009 a gennaio 2012, secondo previsione di spesa, dovrebbe costare 100 mila euro.
Lunedì, 18 Luglio 2011
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Complimenti a Lettera 43
Siete gli unici a pubblicare questa notizia.
Le altre testate sono foraggiate dal potere e quindi tacciono !!!!!!!!!!
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