SCANDALO P4

Lacrime napulitane

Papa: contrito in Aula, spavaldo negli atti d'accusa.

di Fabio Chiusi

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21 Luglio 2011

Nell'ultimo discorso in Aula, Alfonso Papa ha ha ribadito la sua innocenza ed estraneità «nel merito» a tutte le accuse a lui rivolte nell'ambito dell'inchiesta P4. Che ha portato l'ex magistrato, dopo l'autorizzazione della Camera, a varcare la soglia del carcere di Pioggioreale per le accuse di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, favoreggiamento e concussione.
«PIENO DI DOLORE». Papa si è detto «pieno di dolore dal punto di vista umano», ha dichiarato di vivere uno dei momenti più umilianti della sua vita. Ha tirato in ballo la famiglia dicendosi turbato «al pensiero dei miei figli di 12 e 10 anni, ai quali, stanotte, per la prima volta, ho dovuto concretamente spiegare come e perché questo fine settimana potrei non tornare a casa». L'unico conforto, la «vicinanza di mia moglie, che sa, come me, come stanno le cose».
Anche l'ex deputato del Pdl ha una sua versione dei fatti: «Vi è un grande scollamento tra quello che si evince dalle carte di questo procedimento», ha detto, «e quello che è stato riportato dai giornali e dalla stampa, nei quali mi sono stati attribuiti costumi di vita, usi, nomignoli e modi di essere che non mi appartengono e che sono stati sempre molto lontani dal mio modo di essere».
Insomma, come espresso anche più chiaramente dallo stesso Papa al Tempo, «Bastava leggere le carte, era tutto chiaro. Sono un perseguitato politico. Me la vogliono far pagare da anni».

Carta canta

Eppure le carte fornite dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Francesco Curcio raccontano una storia diversa, lontano dal bravo padre di famiglia. Si parla, tra le altre cose, di incontri in alberghi di lusso, di Jaguar, Rolex e gioielli, di una tessera di riconoscimento per entrare a Montecitorio affidata a una prostituta. Di frequentazioni ripetute e, in un certo senso, stabili. E a muovere le accuse è la viva voce delle dirette interessate, raccolta dagli inquirenti.
I RAPPORTI CON 'LUDA'. A fornire alcuni dettagli rilevanti è Maria Elena Valanzano, ex portaborse di Papa, in base alla quale: «Papa aveva anche la disponibilità di una villa all'Olgiata dove praticamente viveva con tale 'Luda' ragazza dell'Est con cui aveva rapporti da anni e che poi, tramite Luigi Bisignani, ha fatto assumere all'Eni».
'Luda', all'anagrafe, è Ludmilla Spornyk, che interpellata dagli inquirenti, conferma: «Sono stata ospite di Papa all'hotel De Russie e all'hotel Mareblu di Ischia Ponte. A Milano per la Scala ho alloggiato al Principe di Savoia e in crociera sulla Regent. Mi ha regalato un Rolex». Non solo: sempre Papa avrebbe consentito a 'Luda' di vivere nella villa all'Olgiata, di possedere una casa da 280 mila euro in via Gozzi e di essere titolare di più conti correnti.
E anche l'imprenditore Luigi Matacena concorda: «È capitato in due occasioni che Papa mi chiamasse, circa un anno fa, chiedendomi di pagare il conto all'Hotel De Russie di Roma per una sua amica che aveva un nome sovietico, ricordo di aver pagato 2.000 euro per volta. Ho messo a disposizione di Papa e della sua amica una macchina che ho sempre a Roma».
LE CONSULENZE PER VALANZANO. Ma anche per Valanzano c'è la giusta ricompensa: una consulenza con la Auxilium del titolare della «Cascina» Angelo Chiorazzo, per cui «non ho mai fatto nulla», afferma Valanzano, «e non ho mai svolto alcuna prestazione pur emettendo regolare fattura». E «contratti di consulenza con Irses e con Selex per 1.500 euro al mese ciascuno». Secondo l'accusa, ottenuti da Papa in cambio di informazioni sulle indagini in corso fornite a politici e imprenditori.

Quei regali a Maria Roberta Darsena

Poi c'è Maria Roberta Darsena, studentessa con cui l'ex deputato finisce per intrattenere quello che lei chiama un «rapporto personale». Afferma Darsena: «Mi regalò un Rolex, ma non nella confezione regalo, né aveva una garanzia, né l'etichetta di alcun negozio. Me lo diede così, nudo». L'accusa ha una spiegazione: Papa lo avrebbe acquistato, insieme con altri, da Giuliano Gennaro, definito un «noto ricettatore della zona Maddalena di Napoli». Foto e video proverebbero gli incontri per le trattative che avrebbero consentito a Papa di acquistare orologi del valore di 16.200 euro a 5.500.
LO STRANO CASO DELLA JAGUAR XKR. Darsena racconta anche un episodio piuttosto singolare, protagonista una Jaguar Xkr argento ricevuta in dono da Papa per il suo compleanno nel gennaio 2010 e a lei intestata. Ma le cose, dopo che Darsena dichiara «costi di manutenzione troppo elevati» e manifesta la volontà di darla in conto vendita al concessionario, prendono una piega surreale: «Dopo qualche mese, non avendo notizie, ho chiamato il concessionario e ho appreso, con sorpresa, che Papa aveva mandato una persona a prendere l’automobile in questione che, ripeto, era intestata a me… Io mi arrabbiai con il concessionario dal momento che mi aveva  rilasciato un foglio in cui si assumeva la responsabilità di tenere la macchina in questione. Quando contestai al concessionario tale circostanza, mi fu detto di vedermela con l’onorevole Papa».
«AVEVA FALSIFICATO LA MIA FIRMA». Darsena racconta poi agli inquirenti di averlo contattato. Ma la risposta che riceve è stupefacente: «Quando chiamai l’onorevole chiedendogli spiegazioni, lui mi disse che siccome non ci eravamo più visti, si era ripreso la macchina. Io gli dissi che l’auto era intestata a me e che dunque, tra l’altro, ero responsabile della circolazione della suddetta auto. Lui mi disse di non preoccuparmi e che aveva falsificato la mia firma reintestandosi la macchina in questione. Al riguardo mi mandò via fax anche il certificato del Pra dal quale risultava che la macchina era effettivamente di nuovo intestata a lui».

Una tessera di riconoscimento per Montecitorio

Da ultimo c'è il racconto di Giovanna Sperandio. Mascolina, capelli corti, la ventenne trevigiana ha conosciuto Papa in spiaggia a Latina. La ragazza frequentava transessuali, preferiva le donne, fumava qualche spinello. Poi la sua vita cambia: a quanto afferma, Papa le paga un'operazione per la riduzione del seno, la ricopre di regali: abiti firmati, una Jaguar a lei intestata, le mette a disposizione 700 euro al mese. Ma non solo: «L’onorevole Papa mi ha fornito una tessera di riconoscimento emessa dalla Camera dei deputati per poter accedere a Montecitorio. È stato Papa che mi ha portato a Montecitorio e me l’ha fatta fare. In effetti», racconta Sperandio, «mi sono telefonicamente rallegrata che non l’avessi con me quando sono stata fermata dalla polizia, non facevo una bella figura che una persona che poteva accedere a Montecitorio si facesse le canne».
«PATETICHE DONNETTE». Ma Papa nega tutto. E la moglie, Tiziana Rodà, è d'accordo con lui. Come si evince da un'intervista rilasciata il 16 luglio scorso al Corriere del Mezzogiorno, in cui dà la sua versione dei fatti: «Queste patetiche donnette» non sono altro che «la cornice di un tranello politico che si serve di loro». Del resto «non hanno altre qualità per affermarsi e guadagnare se non prestandosi a queste nefandezze».
A stabilire la verità, che secondo Papa «non ha bisogno di difensori», sarà la giustizia. Che dovrà valutare anche le ulteriori accuse mosse dagli imprenditori a cui Papa, sostengono, «veniva sotto» con richieste di pagamenti, minacce e «continue e pressanti richieste». E se davvero, come sostiene Papa, fosse «già tutto chiaro nelle carte», per la sua verità potrebbe proprio esserci «bisogno di difensori». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gigi76 22/lug/2011 | 11:27

pene severe
siamo la nazione della pena sicura, tra indulto e riduzioni della pena, per andare in galera ti devi impegnare davvero tanto......

toroseduto 22/lug/2011 | 00:11

E pensare che questo signore avrebbe dovuto giudicare gli altri, oppure perseguire i reati altrui o magari decidere sulle altrui controversie. Ma come vengono reclutati questi magistrati?

Alessandromagno 21/lug/2011 | 19:59

Il vizietto dei detenuti potenti !

Fra poco anche Papa sarà succube del vizietto ! Ovvero sia comincerà a stare male e chiedere trasferimento in qualche Ospedale o clinica privata ! come ha fatto tanzi . . che si trova ancora con tutti glia gi all'ospedale invece d'essere in cella con un presunto male incognito !

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