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Ombre brune su Magdeburgo
Tagesspiegel: due partiti di estrema destra si fondono per superare il 5%.
Da Berlino
Pierluigi Mennitti
Nella scena politica tedesca in movimento, si agita qualcosa anche all’estrema destra. A Hohenmölsen, nella Sassonia Anhalt, la regione più povera dell’ex Ddr, due partiti di quell’area hanno celebrato la loro fusione. Obiettivo: unire le forze per superare la soglia del 5% alle prossime elezioni regionali di marzo ed entrare nel parlamento di Magdeburgo.
I due partiti sono la Ndp (partito nazionaldemocratico tedesco) e la Dvu (unione del popolo tedesco). La loro azione viene osservata con particolare attenzione dal mondo politico e istituzionale della Bundesrepublik, per la vicinanza dei loro programmi alle idee naziste.
Lo spettro del nazionalsocialismo
Il Tagesspiegel ha riportato l'8 novembre la cronaca della giornata di domenica 7, evidenziando come all’esterno della sala dove si è svolto il congresso, una grande manifestazione di protesta sia stata animata dall’attuale presidente del Land, il cristiano-democratico Wolfgang Böhmer, alla testa di un comitato costituito dal comune di Hohenmölsen, dalla chiesa protestante locale e da altre organizzazioni civiche: «I cittadini non devono farsi guidare da un partito che ha inquietanti affinità con il nazionalsocialismo», ha detto il Ministerpräsident di fronte alla folla raccoltasi nella piazza centrale del paese.
Il problema dei movimenti di estrema destra in Germania è diventato allarmante con la riunificazione del Paese, ma negli ultimi tempi pare essere sotto controllo. Negli anni '90, una serie di attentati xenofobi suscitò la ferma reazione dell’intera società tedesca, dai partiti politici democratici ai sindacati, fino agli imprenditori: una ribellione generale, che ha sensibilizzato la società e ridimensionato l’appeal di quei partiti. Anche il lento ma progressivo miglioramento della situazione economica nelle regioni dell’est ha contribuito alla marginalizzazione politica della destra estrema, più forte nell’ex Ddr, dove il lascito di 45 anni di dittatura, seppure di opposto colore, resta un’eredita problematica.
La fusione sintomo di debolezza
Tuttavia, ciclicamente, questi partiti, che a livello nazionale non superano cifre di pochi decimali, riescono a raccogliere parte del malcontento degli elettori e a sbarcare nei consigli regionali. Più a est che a ovest.
Npd e Dvu, finora concorrenti, hanno conosciuto negli anni qualche successo elettorale. I primi sono tuttora presenti in Turingia e in Sassonia, la regione di Dresda, anche se in quest’ultimo Land hanno subito l’anno scorso una netta flessione. I secondi, che si presentano al voto solo quando i sondaggi concedono loro la chance di superare la soglia del 5%, raggiunsero nel 1998 il loro miglior risultato di sempre: il 12,9% proprio nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt.
La fusione fra Npd e Dvu è in realtà un segno di debolezza, non di forza. Qualche anno fa, i due partiti potevano sperare di superare da soli lo sbarramento elettorale, oggi invece la loro capacità di attrazione appare appannata e l’unione è una ciambella alla quale aggrapparsi. Il Tagesspiegel ha rivelato che dietro l’abbraccio ci sarebbero anche le difficoltà economiche personali del capo della Dvu, che nel nuovo organigramma ricoprirebbe un posto di lavoro retribuito.
L'ombrello della xenofobia
Si parla di fusione, ma più correttamente si tratta della confluenza della Dvu, le cui posizioni sono considerate appena più moderate, nella più radicale Npd. Resta da vedere, secondo il quotidiano berlinese, come la prenderà il resto del partito.
La decisione dello scioglimento dovrà essere ratificata in un congresso fra qualche settimana, ma una data certa non è stata ancora fissata. La base della Dvu non parrebbe molto orientata a seguire il suo capo e gli altri dirigenti, imputando all’aggressiva politica della Npd il declino vissuto negli ultimi anni. Tra le opzioni, c’è anche quella di una scissione e di uno spostamento dei quadri intermedi verso due altre formazioni di estrema destra, i Republikaner (che un decennio fa conobbero un breve momento di notorietà soprattutto a ovest) e il movimento anti-islamico.
L’estrema frammentarietà dell’estrema destra politica tedesca resta la migliore assicurazione contro l’ascesa di una forza ultra nazionalista in grado di catalizzare il risentimento di alcune fasce della popolazione. Ma nelle settimane passate, molti osservatori si sono interrogati sulla possibilità della nascita di un partito dichiaratamente xenofobo, dopo che il dibattito sull’immigrazione ha evidenziato posizioni insolitamente estreme nella società.
Resta comunque preoccupante l’azione dei movimenti non politici, protagonisti ogni tanto di spedizioni mirate contro gli immigrati o di manifestazioni violente, nelle quali vengono esposti simboli nazisti. Per quanto la situazione sia generalmente sotto controllo, la Germania non intende abbassare la guardia.
Domenica, 07 Novembre 2010

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