Politica
CASO TANGENTI
Penati, trovati 11 mila euro in contanti a casa
L'ex sindaco di Sesto: «Io li uso per i viaggi, non sono di 12 anni fa».
Quegli undici mila euro tondi tondi sono un po' sospetti. Il malloppo è stato trovato nell'appartamento di Filippo Penati dalla guardia di finanza lo scorso 20 luglio: gli investigatori hanno parlato di 'perquisizione con esito positivo'.
LE 66 BANCONOTE ACQUISITE. Nel dettaglio, si tratta di 66 banconote in tutto: 17 da 500 euro, una da 100 e 48 da 50 euro, per un conto finale di 11 mila euro.
Tutto è stato fotocopiato e allegato ai documenti dell'inchiesta dei pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, in cui Penati e altre 18 persone, risultano indagati per reati quali corruzione, concussione, turbativa d'asta e finanziamento illecito ai partiti.
LA CARTELLETTA DELLE DENUNCE. Nel corridoio dell'appartamento dell'ex vice presidente regionale del Partito democratico è stata sequestrata anche una 'cartelletta azzurra' dal titolo 'Trasporti Sesto' che riguarderebbe le prime denunce presentate nel giugno del 2010 dal direttore generale della Caronte, Piero Di Caterina, divenuto il principale accusatore proprio di Penati.
I DUE MOTORI DI PENATI. I militari hanno annotato una Bmw serie 5 parcheggiata nel garage, intestata a una società finanziaria di San Donato Milanese, e una «moto di grossa cilindrata», di cui risulta proprietario lo stesso Penati.
Lui precisa: «Quei soldi non c'entrano nulla con fatti di 12 anni fa»
Normale avere tutta quella luquidità in casa, specialmente se si è politici di primo piano? Penati ha precisato la sua verità con una nota: «L'autovettura Bmw serie 5, vecchia di cinque anni, è del 2006, non era in garage ma in strada ed è intestata a una società finanziaria di San Donato Milanese, in quanto questa è la società di leasing della stessa Bmw».
«LI USO PER I VIAGGI». «La moto di grossa cilindrata», ha proseguito, «in realtà è una Motoguzzi 750 Nevada, di 10 anni fa, che ho recentemente acquistato usata. Le somme in contanti ritrovate non erano in diversi posti ma nella mia camera da letto e sono riferibili alle mie disponibilità e non riconducibili a fatti che mi sono contestati vecchi di 12 anni fa. Tengo quel denaro a disposizione per i miei viaggi in Italia all'estero».
«Desidero chiarire tutto questo», ha concluso, «per evitare suggestioni che non hanno nessuna ragione d'essere nei fatti. Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti contestati».
«LA CONFUSIONE DELLA STAMPA». «Continua», ha proseguito l'ex responsabile della segreteria di Pier Luigi Bersani, «in questi giorni uno stillicidio di notizie sulla stampa che riportano ricostruzioni unilaterali e non aggiungono elementi alla tesi accusatoria iniziale ma, anzi, creano una confusione mischiando fatti, date, persone e cifre».
LE STRANEZZE DEGLI ACCUSATORI. «Spesso», ha aggiunto, «si è indotta l'associazione del sottoscritto con fatti che vengono contestati ad altri e spesso, per tenere alta l'attenzione, si è ricorsi al riassunto delle puntate precedenti. Di fatto continuano ad esserci soltanto due persone inquisite che mi accusano. Uno con la tesi paradossale di chi chiede la restituzione, dopo 7 anni, delle 'mazzette' e l'altro, Pasini, candidato perdente a sindaco di Sesto San Giovanni, che se le calunnie che oggi mi riversa fossero state vere, le avrebbe potuto usare nella campagna elettorale del 2007 ottenendo così una sicura vittoria».
«PAGAVA ANCHE DA CONSIGLIERE?». «Ma c'è di più», ha detto Penati, «questo signore imprenditore, nella sua posizione privilegiata, in quanto ha a disposizione una tribuna pubblica del consiglio comunale, oltre che il ruolo di pubblico ufficiale arriva a dichiarare, dopo oltre 10 anni, di essere stato 'costretto' a pagare, e di esserlo stato anche in questi ultimi anni mentre è consigliere comunale».
«Sono sereno», ha concluso, «e non ho nulla da temere. Confido che nel più breve tempo possibile cadrà questa montagna di calunnie».
Area Falck, l'imprenditore Di Caterina dipinto come «aggressivo e armato»
Ma intanto tra i pentiti dell'inchiesta su Sesto San Giovanni è comparso pure Diego Botti, ex esponente locale della Margherita, imparentato con l'altro imprenditore diventato accusatore, Giuseppe Pasini.
Dall'architetto Marco Magni, indagato dalla procura di Monza nel filone dell'inchiesta sui finanziamenti, sono emersi invece particolari inquietanti su Piero di Caterina, l'imprenditore che scambiava tangenti con favori con l'ex sindaco di Sesto Penati. Dagli atti, ne è emersa una da 1 miliardo di lire in una volta sola.
VITA ROVINATA. «Ho avuto la sfortuna di incontrare Piero di Caterina e mi ha rovinato la vita. L'ho conosciuto quando volevamo entrambi una piccola palazzina: per non discutere, l'abbiamo presa insieme, attorno al 2004-2005. Poi però aveva un sistema sempre aggressivo, carattere coercitivo. È uno che gira con la pistola. Io no».
Cofferati (Pd): «Penati, giusto il passo indietro. Ma serve un codice etico»
Sulla vicenda è intervenuto l'ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, che ha giudica opportuna l'autosospensione di Penati dal Pd. «Se una persona viene inquisita, fino a quando non è completato il percorso di accertamento delle sue responsabilità è indispensabile che si sospenda da incarichi istituzionali o dall'adesione al partito. Non solo sarebbe giusto, ma sarebbe anche utile per la persona inquisita. Toglie i sospetti, cancella le remore, dopodiché alla fine del percorso quel rapporto si può ricostruire serenamente o interrompere definitivamente».
NUOVA TANGENTOPOLI? Intervistato dal Corriere della Sera, Cofferati ha spiegato che «il quadro generale è inquietante ed è molto somigliante a Tangentopoli, nonostante i molteplici e comprensibili tentativi di trovare dei distinguo».
Per questo, «bisogna dotarsi di un codice etico molto forte, da applicare con rigore: è meglio un'oncia di rigidità in più, da correggere eventualmente dopo, piuttosto che lasciare in campo una situazione dubbia, incerta, che presta il fianco alle strumentalizzazioni».
Martedì, 02 Agosto 2011
(1)
onestà
Noi italiani ben sappiamo chi sono gli onesti i migliori i più educativi insomma il top.
Bersani Fini,Casini,Rutelli,Di Pietro,,se dimentico alquni comunisti chiedo scusa.
Grazie
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Tangenti Falck: spunta un file "soldi a Penati"

Trovato nel pc dell'architetto Sarno, c'è l'ipotesi campagna elettorale.






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