Politica
Il dibattito
Manovra: redditi online, allarme «odio sociale»
Il garante della privacy mette in guardia dal nuovo emendamento.
La manovra economica potrebbe rendere più dettagliata e trasparente la dichiarazione dei redditi, ma rischia di inciampare sul nodo della privacy.
A partire dal prossimo anno infatti le dichiarazioni dovrebbero contenere anche le informazioni sugli intermediari finanziari ed essere pubblicate online.
Ma proprio il rischio per i cittadini di vedere resi pubblici i propri dati sensibili ha alimentato i dubbi sul rispetto della privacy: a lanciare l'allarme è stato lo stesso garante Francesco Pizzetti, che per questo ha chiesto «grande attenzione e senso di responsabilità».
COSA CAMBIA. Con le modifiche previste dall'emendamento del ministro del Tesoro Giulio Tremonti e del relatore della manovra Antonio Azzollini, a partire dal periodo d'imposta 2011 i cittadini sono tenuti a specificare gli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con le banche, le imprese di investimento, le società di gestione del risparmio e ogni altro intermediario finanziario.
Un obbligo previsto sia per le persone fisiche che giuridiche (quindi dichiarazioni dei redditi e dell'Iva). Questi nuovi dati dovrebbero consentire all'Agenzia delle entrate di elaborare specifiche liste selettive dei contribuenti da sottoporre a controllo.
CAPITOLO SANZIONI. Non sono invece previste sanzioni per chi dovesse omettere o incorrere in irregolarità nella comunicazione di questi dati: è probabile che in questi casi si possa ricorrere alla sanzione «residuale», fino ad un massimo di circa 2 mila euro, per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione della dichiarazione.
A preoccupare maggiormente, però, è la norma che consente ai Comuni di pubblicare online i dati delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini. L'emendamento alla manovra prevede un decreto del presidente del consiglio dei ministri che stabilisca i criteri per la pubblicazione dei redditi dei residenti.
IL NODO DEI DATI SANITARI. E proprio sulle modalità è intervenuto il garante della privacy. Secondo Pizzetti, la pubblicazione dei dati sul web rischia di creare «odio sociale»: «Si tratterà di vedere cosa si vuole pubblicare. Se soltanto i redditi è una cosa, se è l'intera cartella è una follia, perché ci sarebbero anche i dati sanitari». La norma, ha spiegato il garante, è formulata in modo che «potrebbe dar luogo alla pubblicazione di tutti i dati che concorrono alla formazione del reddito».
Venerdì, 02 Settembre 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati
Tassa solidarietà sopra i 200 mila euro al 5%

Tra ipotesi in manovra anche tetto stipendi ai supermanager pubblici.



